Gradimento dello smart working Il 60% delle donne lo promuovono
La maggior parte delle persone favorevoli sostiene che «si riduce la perdita di tempo negli spostamenti e si conciliano lavoro e famiglia»
REGGIO EMILIA. Il 60% delle donne dichiarano di gradire «molto» lo smart working, a fronte del 39% degli uomini. Se questo dato è scontato, visto che le necessità domestiche e di cura familiari ricadono immancabilmente sulle donne, lo sono meno la bocciatura del lavoro agile orizzontale e i correttivi che i dipendenti indicano come necessari: un computer e una linea telefonica dedicata e la necessità di un aggiornamento tecnologico (soprattutto sui video e sulla sicurezza informatica).
È quanto emerge da un sondaggio sulla customer satisfaction eseguito dalla Provincia di Reggio Emilia a fine maggio 2020, in un periodo, occorre sottolinearlo, in cui i reggiani erano nella fase più rigida del lockdown e il ricorso massiccio al lavoro a distanza era una sperimentazione con pochi mesi di vita.
Il sondaggio restituisce na fotografia “dal basso” ricca di spunti. I dipendenti interpellati rientrano in una fascia agé (il 54% oltre i 50 anni e il 39% dai 36 ai 50) e appartengono alla categoria degli amministrativi o dei tecnici (rispettivamente 54% e 31%). Alla domanda «saresti interessato a svolgere parte della prestazione lavorativa in lavoro agile anche in una fase successiva all’emergenza?» il 48%, soprattutto donne, si dice «molto interessato» e solo un 2% «per niente interessato».
Per quanto riguarda la formula ideale dell’ipotetico lavoro a distanza futuro (cioè quanti giorni alla settimana) la maggioranza ha risposto due giorni (38%); bocciato, con preferenze bassissime, l’eventualità «solo i pomeriggi», vale a dire lo smart working orizzontale che spezza la giornata. Nessun problema sul fronte delle attrezzature tecnologiche in casa: l’88% dichiara di avere un’adeguata connessione internet, il 72% un’adeguata dotazione informatica personale, mentre sulle proprie competenze informatiche il 34% le ritiene discrete e solo il 20% si azzarda a definirle «elevate».
Al quesito «cosa ti aspetti dal lavoro agile?» (in questo caso non esistono percentuali perché a risposta libera) è significativo che il più cliccato sia stato «si riduce la perdita di tempo negli spostamenti e si riesce a conciliare meglio lavoro e famiglia». Su «cosa migliorare» i dipendenti si sono sbizzarriti: «disponibilità di pc e telefono dell’ente», «una indennità a copertura parziale dei costi di utilizzo di carta e stampante personale», «la dotazione di webcam e cuffie durante le videoconferenze», «la definizione di compiti e obiettivi e il coordinamento tra colleghi», «il trasferimento di files anche di grosse dimensioni», «la modalità di condivisione delle informazioni tra colleghi», «l’accesso a tutti i dati del server».
Sulla formazione i lavoratori hanno le idee chiare: il 63% necessita di saperne di più sulle misure di sicurezza informatica, il 52% ha dubbi su come si organizza il lavoro a distanza, il 45% arranca sull’utilizzo di video.
Am.P.
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