Renergy dona 40mila euro alle onlus Grade e Curare
Roberto Fontanili
REGGIO EMILIA Renergy, il consorzio di acquisto di energia elettrica, gas e telefonia fissa e mobile, promosso da Unindustria Reggio, prosegue la sua azione solidale aiutando e sostenendo le Onlus che sul territorio reggiano svolgono un ruolo importante a favore della collettività. Quest’anno Renergy ha donato 40mila euro al Grade, che sostiene il Core (Centro Oncologico ed Ematologico Reggio Emilia), e a Curare che raccoglie fondi per realizzare il Mire (Maternità Infanzia Reggio Emilia). «Il Consorzio Renergy – ha detto ieri il presidente del Consorzio Giulio Cocco – è un gruppo di acquisto senza scopo di lucro, che opera per conto di oltre mille realtà economiche prevalentemente della provincia di Reggio. Anche quest’anno, nonostante il rallentamento economico conseguente alla pandemia Renergy è riuscito a confermare l’impegno nel sostegno ad iniziative a favore della collettività. Un risultato che ci consente di portare a 110mila euro le risorse che dal 2018 ad oggi sono state messe a disposizione della società reggiana». Dopo questa premessa e l’impegno a continuare anche in futuro il proprio sostengo, da parte del presidente di Regency è toccato ai rappresentanti di Grade e Curare spiegare come saranno utilizzati i fondi. Noris Giaccioli socio di Curare e Giancarlo Gargano, direttore del Dipartimento materno Infantile del Santa Maria Nuova, hanno sottolineato che «i fondi saranno utilizzati per la realizzazione di una struttura di altra intensità di cura in ambito pediatrico per la cura delle cronicità in ambito pediatrico. Si tratterà di una struttura fatta di apparecchiature e professionisti che garantiranno adeguate cure a questi piccoli pazienti e che farà si che i reggiani non dovranno più spostarsi in altri province o altre regioni per disporre di cure all’avanguardia». Francesco Merli e Roberto Abati per il Grade hanno spiegato invece che il contributo verrà utilizzato per il progetto “Ricerca non ricerca”. Si tratta in questo caso di due progetti nazionali di ricerca sui linfomi, coordinati da due medici reggiani. «Il primo – ha detto Francesco Merli – è sugli anziani, mentre il secondo mira a ridurre la chemioterapia utilizzata nel trattamento dei linfomi». Il costo dei due progetti è di 1.2 milioni di euro.
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