Gazzetta di Reggio

Reggio

i difensori degli imputati 

«Sentenza inaccettabile Ricorreremo in Cassazione»

Am.P.

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REGGIO EMILIA. «Attendiamo i canonici novanta giorni del deposito della sentenza per capire il perché di questo capovolgimento. Ricorreremo in Cassazione». È un coro unanime quello che si è levato dagli avvocati difensori dei quattro condannati all’ergastolo, tra i quali regna lo stupore e al contempo la volontà di proseguire la battaglia legale. «Il nostro cliente è incredulo, ma determinato a far valere la sua innocenza. Continueremo a lottare», hanno dichiarato Filippo Giunchedi e Gianluca Fabbri, avvocati di Grande Aracri. «Noi sappiamo per esperienza che quando ci si trova di fronte a un processo del genere tutto è possibile, benché fossimo fiduciosi in una assoluzione. Evidentemente la Corte non l’ha pensata così. Vedremo le motivazioni, in questa fase davvero non abbiamo gli strumenti per comprendere quali possano essere le ragioni di questo ribaltamento». Prima della sentenza il boss si è congratulato con i suoi difensori, com’è sua abitudine. «Non so cosa abbia potuto determinare questo esito – ha proseguito Giunchedi – Per quanto riguarda la posizione di Grande Aracri noi abbiamo sostenuto che, a fronte di una ricostruzione parziale delle prove, le testimonianze che abbiamo udito in aula non pendevano per una responsabilità sull’omicidio Vasapollo e al contempo svalutavano la posizione del nostro assistito in riferimento all’omicidio Ruggiero. Ne restiamo profondamente convinti. Su Grande Aracri l’istruttoria non ha portato nulla di diverso rispetto a quanto emerso in primo grado, anzi le dichiarazioni dei pentiti (in particolare di Vittorio Foschini, il collaboratore immesso in secondo grado) andavano in tutt’altra direzione. Né è stato risolto il rebus della presenza o meno di Aldo Carvelli tra i killer. I giudici d’Appello dovranno fornire una motivazione rafforzata». Sulle tempistiche per approdare in Cassazione il legale sottolinea che, essendo gli imputati quasi tutti in custodia cautelare, dovrebbe essere celere. «Presumo andrà in Cassazione nella seconda metà del 2022». L’avvocato Luigi Colacino, difensore di Ciampà, ha optato per un «no comment». Mentre Milena Micele, difensore di Lerose, è sbottata: «Un ribaltamento totale. Non me l’aspettavo assolutamente. A mio parere le risultanze della rinnovazione dell’istruttoria dibattimentale non potevano in alcun modo scalfire la sentenza di assoluzione di primo grado. Il mio assistito è fiducioso di riuscire a dimostrare, come già aveva fatto in primo grado, la sua estraneità agli omicidi». «Un esito sorprendente», ha commentato Salvatore Staiano, codifensore insieme ad Antonio Comberiati di Greco. Il legale azzarda un’ipotesi: «Immagino che i giudici frazioneranno, secondo me in maniera del tutto inaccettabile, le dichiarazioni dei due pentiti principali (Valerio e Cortese) e sceglieranno quando sono credibili e quando non lo sono. Una soluzione non condivisibile, per cui presenteremo ricorso. Con estremo rispetto per la giurisdizione italiana è una sentenza errata».

Am.P.

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