Via al cantiere che elimina l’eternit dalle ex stalle vicine alle case
Entro marzo 2022 saranno rimossi 2.500 metri quadri di lastre. Il sindaco fece un’ordinanza
CAMPAGNOLA. Gli abitanti della frazione novellarese della Bernolda possono finalmente tirare un sospiro di sollievo: sono, infatti, in fase di rimozione i pannelli di amianto più deteriorati dai vecchi tetti di una stalla in disuso, in territorio campagnolese, a poche decine di metri dalle loro case.
Già da qualche giorno tra le stalle abbandonate sono in corso i lavori da parte di una ditta specializzata nello smaltimento dell’amianto. E i risultati sono già ben visibili: in molte strutture sono già state tolte le coperture di eternit che da molto tempo giacevano in stato precario, con sfaldamenti e detriti scagliati a terra dalle intemperie.
Un risultato ottenuto grazie a una complessa triangolazione tra Comune di Campagnola, Asl locale, e proprietari del sito che si sono impegnati a eliminare, entro marzo del prossimo anno, circa 2500 metri quadrati di lastre – parecchio ammalorate – di cemento contenente amianto e a bonificare i materiali caduti a terra dalle coperture, nelle aree limitrofe, compreso l’insediamento abitativo dove risiedono circa 100 persone.
Per la rimozione del rimanente eternit ancora presente in loco, circa 12mila metri quadrati, la scadenza è fissata per marzo del 2024. Nel frattempo, la proprietà è tenuta a valutare annualmente lo stato di conservazione dell’amianto ancora in loco.
L’azienda proprietaria delle vecchie stalle è la cooperativa Unipeg, ex colosso della lavorazione carni con una delle sedi principali a Pegognaga (Mantova), in liquidazione, un fattore che ha reso ancor più problematico delineare una linea d’azione veloce ed efficace per lo smaltimento del materiale tossico.
l’istruttoria
L’istruttoria era partita a marzo del 2021 su iniziativa del sindaco Alessandro Santachiara che, con un’ordinanza urgente, intimava all’azienda proprietaria del sito di rimuovere l’eternit ancora presente sui tetti dell’azienda agricola.
Gli amministratori locali hanno poi inviato all’Asl locale tutta la documentazione necessaria, allo scopo di ottenere apposito parere con cui costruire gli interventi successivi, sostenuti da specifico parere scientifico.
A maggio del 2021 l’azienda proprietaria del sito ha presentato all’Asl sia la valutazione dei rischi che il piano di lavoro per la bonifica, ottenendo l’approvazione di entrambi i documenti.
la denuncia
Risale, infine, a qualche giorno fa l’inizio del cantiere.
Soddisfazione traspare da alcuni residenti, dopo che negli anni scorsi avevano ripetutamente segnalato alla Gazzetta questo grave problema di natura “intercomunale” per la salute pubblica: dagli anni Sessanta le stalle con le coperture in eternit giacciono su suolo campagnolese, mentre l’insediamento abitativo è stato costruito vent’anni fa su territorio novellarese.
A dividere i due Comuni, nonché le abitazioni dalle ex stalle, è la provinciale 5 tra Novellara e Reggiolo.
I residenti ora attendono il passo finale e decisivo: quello della rimozione totale delle coperture in eternit che ancora giacciono a pochi passi dalle loro soglie di casa.
Alessandro Cagossi
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