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La petizione dei cittadini  

«Dalle partite di calcio ai clacson: ora basta»

E.L.T.
«Dalle partite di calcio ai clacson: ora basta»

In paese molti hanno lamentato gli schiamazzi di notte e ora promuovono l’ordinanza che limita gli assembramenti

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CASALGRANDE. «Ci sono stati fino a cento ragazzi a sera. C’è chi tiene la radio a manetta, tantissimi che suonano il clacson, che urlano, si fermano per ore, non se ne vanno anche se glielo chiedi. Fino a chi ti insulta, ti dice di andartene a vivere da un’altra parte o, peggio, ti insulta perché sei donna». L’esasperazione per gli schiamazzi emessi dalle frotte di ragazzi che hanno deciso di eleggere il forno di Salvaterra ad ultima tappa della notte, si legge bene nelle parole delle sorelle Vaccari. Vanna e Simona abitano in via Reverberi. E dove prima al piano terra c’era una banca con un piccolo parcheggio, qui di notte si fermano le auto dei ragazzi che vanno a comprarsi erbazzone, pizza o gnocco appena sfornati. «Per anni abbiamo cercato di chiedere aiuto alle forze dell’ordine e alle amministrazioni perché qui la situazione era diventata ingestibile – racconta Simona Vaccari –. Quando arrivavano i carabinieri i ragazzi si zittivano subito e facevano venire meno il problema, che in realtà non si risolveva. Ora, con l’ordinanza, la situazione invece è migliorata grazie a un divieto chiaro di sostare qui sotto per mangiare. Ma non sempre la regola viene rispettata, come avvenuto l’altra sera, quando la Municipale ha fatto quelle multe».

Secondo le residenti la situazione sarebbe degenerata l’anno scorso dopo il lockdown. «Qui si è scatenato un vero e proprio delirio – racconta Vaccari –. Tanti ragazzi che facevano chiasso fino alle 6.30 del mattino. Questo perché credo che quel forno sia l’unico posto aperto nel raggio di diversi chilometri. Abbiamo trovato negli anni ragazzi anche educati, che si sono scusati, mentre molti altri ci hanno insultati e risposto di tutto. C’è chi ci ha detto che dobbiamo trasferirci in campagna, ma sta di fatto che siamo proprio fuori dai grandi centri e vogliamo anche noi poter dormire e poter andare al lavoro senza dover soffrire tutto questo».

Gli assembramenti ora sono per buona parte dissipati. Ma al bar “Il barattolo” non mancano i clienti che ricordano scene considerate «indimenticabili», anche se con un’accezione negativa. «C’erano le volte in cui mangiare era nulla – spiega un cliente –. Io abito qui vicino e ho visto partite di calcio in piena notte, come se fossero altrove. Salvo che erano dei ragazzi che facevano chiasso in centro al paese. Per non parlare della sporcizia. Spesso si siedono sulle panchine di cemento in piazza e nemmeno finiscono il cibo, gettandolo a terra. La mattina del sabato e della domenica c’era molta sporcizia. Ora la situazione sembra migliorata».

«Da tempo viviamo con persone che urlano nel mezzo della notte – racconta anche Massimo Mammi da pianerottolo della sua casa –. Abbiamo firmato tutti una petizione qualche tempo fa perché sembra che ci sia gente che non capisce quando è notte».

E.L.T.

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