Impianti sotto i 15 metri «Risultato di un confronto»
cadelbosco sopra. «Un passaggio importante che arriva dopo un lungo e complesso percorso. Un percorso partecipato e condiviso con la cittadinanza e con le attività imprenditoriali, anche a seguito di una raccolta firme contrarie a un nuovo insediamento presso l’area ex Kis, consegnate dal “Comitato Aria Pulita” al sindaco Bellaria e all’assessore Di Sano».
Così l’amministrazione comunale commenta l’approvazione avvenuta durante l’ultimo consiglio comunale della norma sulle altezze massime per le nuove costruzioni, valevoli anche per le attività produttive. «Sindaco, assessore Di Sano, responsabili dei servizi e i vari enti preposti avevano richiesto integrazioni atte a tutelare e assicurare gli standard ambientali e sanitari di legge, ma la mancanza di riscontro da parte della ditta San Valentino ha determinato il rigetto della pratica ex Kis. Il passaggio successivo era la variazione delle altezze massime di sviluppo delle costruzioni, come da mozione della maggioranza approvata durante il consiglio comunale del 18 novembre 2020. Approvazione arrivata il 29 settembre dopo un importante percorso partecipato spiegano». «Il sindaco Bellaria e l’assessore Di Sano si sono attivati per creare un tavolo di ascolto e confronto con gli imprenditori. Incontrare il tessuto produttivo, modalità mai sperimentata prima, risulta essere un passaggio imprescindibile all’interno di una visione di futuro e di un corretto sviluppo del territorio. Le variazioni e l’abbassamento delle altezze a 15 metri, con la possibilità di deroghe speciali e condizionate fino a 27 metri sono il risultato di questo percorso di ascolto e confronto».
Poi, l’affondo a Marino Zani dell’opposizione: «La mozione di “Cadelbosco per tutti” era volta a impegnare l’amministrazione a una altezza massima di 10 metri, poco lungimirante e senza visione sul medio e lungo periodo. Il consigliere Zani non perde occasione di ostentare situazioni e risultati che non lo vedono partecipe. Se il potere decisionale fosse stato nelle sue mani, avrebbe raggiunto solo il negativo traguardo di portare il Comune ad una disputa legale con l’azienda che aveva acquistato l’area bloccando, senza metodo, una richiesta legittima e mettendo a serio rischio il Comune. Le altezze a 10 metri avrebbero rappresentato ulteriori vincoli per gli imprenditori che diversamente volevano seguire processi di sviluppo in direzione di alte tecnologie. Zani e Piccinini continuano in una campagna elettorale senza fine che si scontra con la capacità amministrativa che si attribuiscono, ma che non corrisponde alla realtà dei fatti».
M.P.
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