«Io provo a dire di non fare confusione ma non mi ascoltano»
CASALGRANDE. «È vero, ci sono state lamentele da parte di alcuni vicini e avevano ragione: dei ragazzi esageravano e facevano molto casino. Io dico loro anche di non farlo, ma non è che ti ascoltino sempre». Davide Lasagni ha 30 anni e quando risponde è già a letto. È infatti il giovane titolare del Forno del Borgo di Salvaterra, punto di incontro dei ragazzi che passano di lì in piena notte per mangiarsi una pasta o un pezzo di erbazzone caldo. Quando lo chiamiamo a metà mattina è pronto per andare a letto dopo la levataccia della notte precedente, quando è andato ad aprire il forno, colpito in qualche modo dall’ordinanza del sindaco di Casalgrande, che non gli vieta la vendita dei suoi prodotti bensì ne vieta il consumo in loco.
«Certo, con l’ordinanza gli affari si sono ridotti – dice Lasagni – ma io non riuscivo da solo a far rispettare il silenzio. Apro alle 4 e con l’ordinanza c’è meno confusione. A fare opera di persuasione ci pensano tutti i cartelli che hanno appeso fuori in strada, sui lampioni. Anche io ne ho appeso uno sulla nostra vetrina, ma di fatto non ho alcun potere». I ragazzi della notte sono più o meno gli stessi, racconta il fornaio, che ha coltivato una clientela trasversale. «Quando gli dici di smettere di fare confusione non manca quello che dice a me di chiamare i carabinieri. Pensa te. Mi spiace solo per questi ultimi ragazzi multati, che hanno detto che erano dentro la loro auto».
E.L.T.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google