Tangenziale, nuovo ricorso al Consiglio di Stato
Lo hanno presentato Legambiente e alcuni residenti sui due sottostralci Il Tar aveva dato ragione al Comune con i lavori avviati da oltre un anno
NOVELLARA. Risale allo scorso aprile il rigetto del ricorso depositato al Tar di Parma da Legambiente e alcuni residenti riguardante presunti vizi procedurali e irregolarità relativi alla delibera comunale che autorizzava la suddivisione del tratto mancante della tangenziale di Novellara, in due distinti sottostralci. Si trattò di una prima vittoria legale del Comune, soprattutto considerando i lavori in corso che vanno avanti da un anno relativi al primo lotto – tra la Provinciale 42 per Guastalla e Via Valle – la cui consegna è prevista per gennaio 2022. Ma è di qualche giorno fa la notizia che è stato presentato il ricorso in secondo grado dai ricorrenti al Consiglio di stato di Roma.
Considerando il cantieramento in corso, il legale dei ricorrenti – l’avvocato Giovan Ludovico della Fontana di Modena – ha richiesto una discussione in tempi brevi del ricorso che è stato fissato per il 20 gennaio 2022, in concomitanza con l’ipotizzato termine dei lavori, peraltro ripartiti da qualche giorno dopo mesi di interruzione. Da parte sua, il Comune di Novellara ha nominato come difensore l’avvocato Francesca Preite di Reggio Emilia.
Sul tratto in oggetto rimane pendente un altro ricorso al Tar del Lazio dal 2010, che ha a che fare con la normativa sul rispetto dei vincoli storici e paesaggistici in un tratto di campagna compreso tra il Mulino di sotto e il Casino di sotto – due edifici gonzagheschi – dove dovrebbe passare la tangenziale.
Continua, quindi, a tener banco la diatriba legale – ormai ventennale – sulla tangenziale di Novellara, ma la vera partita, comunque, pare giocarsi su un secondo tratto – quello conclusivo – che darebbe piena funzionalità all’opera liberando il centro da code, inquinamento e traffico pesante extraurbano. Si tratta dello stralcio tra via Valle e la Provinciale 5 per Reggiolo, un chilometro e mezzo circa di tracciato. È in corso lo studio urbanistico che stabilirà, in base alla legislazione vigente, se il tracciato originario potrà essere riproposto così com’era o necessiti di modifiche, dopo che il Comune negli anni scorsi aveva perso due cause davanti al giudice amministrativo che avevano invalidato in toto il progetto originale presentato anni fa. A tutt’oggi, il tratto è ancora in fase di definizione progettuale, a quanto pare non solo da un punto di vista burocratico – se ne sta occupando un esperto di diritto amministrativo, l’avvocato Franco Pellizzer di Bologna – perché allo stato attuale gli urbanisti ingaggiati dal Comune – lo studio Caiti di Reggio Emilia – non hanno ancora stabilito se il tracciato rimarrà il medesimo o cambierà. Su questo tratto penderebbe, infatti, un’eventuale incognita normativa.
Il vero inghippo starebbe nel fatto che l’attuale normativa potrebbe rendere impossibile realizzare il tragitto previsto nel progetto originario. Sarebbe, stando a questa interpretazione legale, troppo vicino alle abitazioni il corridoio di spazio lungo un centinaio di metri appositamente lasciato libero per ospitare la tangenziale tra caseggiati esistenti e nuovi insediamenti abitativi autorizzati dal Comune nel corso degli anni. Ma trovare un’alternativa non è facile: esiste già una rotonda su un tratto operativo di tangenziale pronta a innestarsi con il tracciato ipotizzato, per cui ogni variazione comporterebbe uno stravolgimento del piano complessivo dell’opera, sia nella sua funzionalità complessiva, sia nei costi di realizzazione.
Alessandro Cagossi
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
