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Daviddi sulla Casa della salute «No a un’opera incompiuta»

Adr.Ar.
Daviddi sulla Casa della salute «No a un’opera incompiuta»

Il sindaco si mobilita nella diatriba per la realizzazione dell’edificio dell’Ausl «Ho chiesto agli operai di non abbandonare il cantiere, c’è una trattativa»

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CASALGRANDE. Anche il Comune di Casalgrande entra, e di forza, nei ritardi per la realizzazione della Casa della salute di via Botte. Lo fa anche con un intervento diretto del sindaco Giuseppe Casalgrande che giovedì si è rivolto agli operai impegnati nella costruzione della nuova struttura sanitaria polifunzionale da erigere nel capoluogo a fianco della caserma dei carabinieri. Un servizio atteso da molto, oggi alle prese con diversi rallentamenti.

Il cantiere, avviato nel novembre 2020 per un costo vicino agli 800mila euro, da qualche giorno è praticamente fermo a causa delle discussioni fra l’azienda affidataria, la Boggia di Napoli, e l’Ausl reggiana, titolare del progetto. L’impresa edile ha chiesto un adeguamento del contratto originario, citando l’elevatissimo aumento globale dei costi delle materie prime. Un fenomeno internazionale provocato in parte dalla pandemia che per la Boggia non rende affrontabile proseguire con l’accordo iniziale: da una propria stima, sarebbero necessari almeno altri 200mila euro per poter sostenere la crescita delle tariffe di acciaio, rame, plastica e legno.

La Boggia ha inviato una Pec ufficiale all’Ausl, che ora avvierà una discussione per cercare di trovare una soluzione. Da una settimana, il cantiere procede a ritmo ridottissimo, gli addetti stanno smontando molte impalcature e molte strutture di appoggio, da spostare in un altro cantiere ora attivo. Giovedì mattina, il sindaco Daviddi ha raggiunto via Botte per domandare agli addetti di interrompere le manovre. «Ho chiesto in prima persona agli operai di fermare le operazioni di rimozione delle impalcature». «L’amministrazione di Casalgrande è molto attenta allo sviluppo di tutte le opere pubbliche sul territorio del Comune di Casalgrande, sia che ricadano sotto la responsabilità del Comune, sia che facciano riferimento ad altri enti come in questo caso, l’Asl. Non si capisce l’atteggiamento della ditta, che sta smontando le impalcature senza aver avvisato né la direzione lavori, né il responsabile del procedimento né l’Asl», spiega Daviddi. «Non vogliamo trovarci con una grande incompiuta nel centro di Casalgrande, con il rischio di non sapere come concludere l’opera. L’abbandono repentino del cantiere stupisce tutti anche perché c’è ancora in corso una trattativa e c’è la disponibilità degli enti coinvolti, una volta stabilite delle linee guida chiare dalle strutture preposte, a valutare una revisione prezzi. Quanto sta avvenendo è quindi incomprensibile», aggiunge. Il Comune di Casalgrande è ovviamente parte in causa ma non uno dei soggetti “prioritari” del cantiere, affidato da Ausl alla Boggia. L’amministrazione ha messo a disposizione dell’azienda sanitaria il terreno su cui ora sono state realizzate le fondamenta.

Adr.Ar.

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