I Cinque Stelle si spengono Lo Russo davanti a Damilano
Torino. Come da pronostici, il Movimento 5Stelle, grande sorpresa delle comunali del 2016, crolla nel gradimento a Torino e apre la strada al ballottaggio fra il candidato di centrosinistra Stefano Lo Russo e il civico appoggiato dal centrodestra Paolo Damilano. La candidata pentastellata Valentina Sganga paga, probabilmente, i cinque anni di amministrazione Appendino e, a metà sezioni scrutinate, si ferma sotto il 10 per cento. Ad essere avanti al primo turno è Lo Russo, al 43,6 per cento, mentre l’avversario Damilano – che i sondaggi davanto in vantaggio – si ferma intorno al 38,8. Ma se gli elettori del centrosinistra premiano il Pd, rendendolo il primo partito col 28 per cento dei voti, seguito dalla Lista Civica Lo Russo Sindaco e dai Moderati, diversa è la situazione per l’avversario. La prima lista è la civica Torino Bellissima, con l’11 per cento, seguita da Fratelli d’Italia e Lega appaiate al 10. A trionfare a Torino, però, è l’astensione con l’affluenza al 48,1 per cento: la più bassa di sempre, nel 2016 fu di 57,2. Festeggia il risultato Lo Russo ma si prepara alla nuova sfida: «Si è conclusa la prima partita, da stasera ne inizia una seconda. L’avversario da battere adesso è Damilano, la destra di Salvini e Meloni». Un risultato «incoraggiante», spiega dal suo comitato, «che è stato possibile grazie alla compattezza che della coalizione di centrosinistra». Nessuna apertura, però, al M5s al ballottaggio. Lo Russo rimane sulla posizione degli ultimi mesi: «Apparentamenti no. L’abbiamo detto fin dal primo turno. Non ci sono esigenze ma soprattutto noi amiamo la coerenza. In politica credo sia importante. Sarà poi l’elettore valutando il programma mio e di Damilano, a decidere se quel giorno andare a votare e per chi. Crediamo che sotto il profilo dei diritti, dell’ambiente e della lotta alle diseguaglianze ci siano punti di contatto con elettori che non ci hanno votati al primo turno e potranno farlo al secondo». E anche il M5S non sembra essere aperto all’idea di “regalare” i suoi voti all’avversario. «Un 10 per cento di voti è determinante, checché ne dicano gli altri candidati. Noi non faremo niente al ballottaggio. Invito le persone ad andare a votare ma ci collocheremo orgogliosamente all’opposizione e difenderemo i nostri temi che abbiamo portato avanti in questi anni», spiega Sganga, aggiungendo: «Nessuna indicazione di voto per ora e mai. Ci collochiamo all’opposizione». Damilano, sebbene i sondaggi lo indicassero sopra Lo Russo, esprime «grande soddisfazione».
«È un risultato storico – dice – costringiamo la sinistra al ballottaggio con una proposta che riteniamo credibile».
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