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Compravano droga coi bitcoin Finiscono nei guai due minori

J. D. P.
Compravano droga coi bitcoin Finiscono nei guai due minori

Si erano iscritti a una piattaforma di criptovalute con un documento falsificato Identificati dai carabinieri nel corso di un’indagine sullo spaccio davanti alle scuole

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BAGNOLO. La droga veniva ordinata sulle chat di Telegram e i pagamenti erano saldati in bitcoin.

La modalità d’acquisto della sostanza stupefacente di due minorenni di Bagnolo è stata scoperta negli sviluppi di una indagine che a dicembre aveva portato alla denuncia di un minore, ritenuto l’organizzatore di un giro di spaccio davanti alle scuole del Paese.

In quella occasione vennero sequestrati 140 grammi tra hascisc, marijuana e semi di marijuana, oltre ad un bilancino di precisione e tutto quello che serve per il confezionamento delle dosi.

Negli accertamenti successivi, i carabinieri di Bagnolo e della Compagnia di Reggio Emilia, comandati dal maggiore Luigi Scalingi, hanno identificato i due minorenni che usavano le criptovalute per gestire il loro giro di hascisc e marijuana. I ragazzi coinvolti in questa vicenda hanno tra i 15 e i 17 anni.

Le indagini hanno permesso di accertare che i giovani effettuavano gli ordini mediante una chat di Telegram.

I due minorenni si erano iscritti alla piattaforma Coinbase, specializzata nell’acquisto e nella vendita di criptovalute, tra le quali figura anche il bitcoin, una delle più popolari, lanciata nel 2009.

Queste piattaforme consentono di inviare denaro ad altri portafogli virtuali. In questo modo i bagnolesi saldavano le partite di droga senza scambi di contanti ed evitando metodi più tracciabili, come i pagamenti bancari (non sono certo i primi ad averci pensato).

Per potersi iscrivere alla piattaforma gli indagati hanno utilizzato una carta d’identità scaduto di un loro congiunto (alla quale hanno modificato le date di emissione e scadenza per potersene servire). In questo modo si fingevano maggiorenni, requisito necessario per poter effettuare operazioni di trading online.

Il loro portafoglio virtuale, con il quale acquistavano bitcoin, veniva ricaricato con una carta ricaricabile.

Le consegne, infine, prevedevano la spedizione dei pacchi presso un esercizio commerciale di Bagnolo, dove poi venivano ritirati.

Conclusi tutti gli accertamenti a carico dei due ragazzi, è scattata la denuncia alla procura dei minori di Bologna per il reato di spaccio di sostanze stupefacenti in concorso e falsità materiale commessa da privato (per l’utilizzo della carta d’identità manomessa).

J. D. P.

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