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Reggio Emilia dichiara guerra ai truffatori

Martina Riccò
Reggio Emilia dichiara guerra ai truffatori

Il progetto di prefettura, Comune e Provincia per tutelare i bersagli più fragili

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REGGIO EMILIA. C’è il finto addetto del gas che insiste per farsi aprire la porta e leggere il contatore. C’è chi si spaccia per poliziotto o carabiniere, chi racconta di essere amico del figlio e di sapere che è in difficoltà. E poi ci sono le telefonate e gli sms, ma anche le finestre che si aprono durante la navigazione in internet, pensati appositamente per far cadere nel raggiro.

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Le strade dei truffatori, per citare un detto conosciuto, sono infinite. E la maggior parte porta agli anziani, una categoria più fragile perché spesso inserita in un contesto di solitudine.

Per contrastare questo fenomeno – che a Reggio Emilia esiste da una decina di anni e che purtroppo, invece di arrestarsi, è in continua crescita – la prefettura e il Comune di Reggio hanno sottoscritto un protocollo d’intesa che è poi sfociato nel progetto “Insieme per combattere le truffe”, a cui hanno aderito anche i cittadini (nello specifico: centri sociali e gruppi di controllo del vicinato), la Provincia e gli altri Comuni del territorio reggiano.

Le iniziative in campo sono state presentate ieri durante una conferenza nel palazzo della prefettura alla presenza del prefetto Iolanda Rolli, del sindaco Luca Vecchi, dell’assessore Nicola Tria e della vicepresidente della Provincia Ilenia Malavasi, oltre ai rappresentanti delle forze dell’ordine.

Riguardano la campagna di sensibilizzazione e prevenzione (intitolata “Non siamo nati ieri”) e la realizzazione di punti informativi fissi nei centri sociali (ad esempio al Gattaglio verrà aperto uno Sportello antitruffa). A fare la differenza rispetto ad altre iniziative del passato è la collaborazione non solo tra gli enti (a fianco di prefettura, Comune e Provincia ci sono anche tutte le forze dell’ordine) ma anche con i cittadini. Saranno infatti i volontari dei centri sociali e i coordinatori dei gruppi di controllo di vicinato (una trentina solo nel comune di Reggio, con più di duemila cittadini coinvolti) a diffondere informazioni, consigli sui comportamenti da tenere e, anche, segnalare alle forze dell’ordine eventuali truffatori in azione.

Grazie a un finanziamento di oltre 40mila euro da parte del Ministero dell’Interno, nelle prossime settimane Reggio (intesa come provincia) verrà tappezzata di cartelloni e totem “pubblicitari”. A mettere in guardia dal fenomeno delle truffe agli anziani saranno... gli anziani stessi.

«Non siamo nati ieri», diranno i vari testimonial alle prese con finti tecnici, finti amici, finti agenti. E poi il messaggio chiave: non aprite la porta agli sconosciuti, non rispondete ad offerte fatte al telefono, non aprite email strane o messaggi con link su cui cliccare; e – altra regola fondamentale – per qualunque dubbio o necessità non esitate a contattare le forze dell’ordine. Per sensibilizzare gli anziani (ma anche chi anziano non è) e convincere tutti a usare prudenza, inoltre, è stato realizzato un video – tanto simpatico quanto acuto – che verrà diffuso in televisione ma anche sui siti degli enti coinvolti (lo trovate anche su quello della Gazzetta di Reggio: gazzettadireggio.gelocal.it).

Al centro sociale Gattaglio aprirà uno sportello antitruffa gestito da volontari adeguatamente formati dalla polizia locale. L’obiettivo è quello di dare supporto a livello burocratico, ma anche aiutare ad affrontare danni fisici, economici e morali. Quando si subisce una truffa, infatti, si viene colpiti anche nell’autostima, con conseguenze spiacevoli sul piano emotivo.

In tutti e 27 i centri sociali di Reggio, inoltre, verranno organizzati punti informativi in cui reperire informazioni e confrontarsi, perché solo una maggiore consapevolezza può aiutare a non cadere nelle trappole dei truffatori.

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