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Reggio Emilia, nuovi bagni pubblici inclusivi in via della Croce Bianca

Luciano Salsi
Reggio Emilia, nuovi bagni pubblici inclusivi in via della Croce Bianca

Saranno eliminati i simboli atti a distinguere il bagno dei maschi da quello delle femmine

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REGGIO EMILIA. Sono trascorsi più di due anni da quando, nell’aprile 2019, il Comune e l’Ausl firmarono con Arcigay il “protocollo contro le discriminazioni di genere” che prevedeva la realizzazione di bagni inclusivi e la casella “Altro” per indicare il sesso, oltre a “Maschio” e “Femmina”, nei questionari dell’azienda sanitaria.

Il documento fu sottoscritto anche da Provincia, tribunale, istituti penali, Unimore, Ufficio scolastico territoriale, Istituzione delle scuole e dei nidi d’infanzia comunali, Fondazione per lo Sport e Fondazione Mondinsieme.

Non si pensi, tuttavia, a una toilette con una targhetta inequivocabile. Niente di tutto ciò. In via della Croce Bianca è in corso la ristrutturazione dei due bagni pubblici, che comporterà semplicemente l’eliminazione dei simboli atti a distinguere quello dei maschi da quello delle femmine. L’accesso a entrambi sarà consentito indipendentemente dal sesso. Altrimenti un trans, che vuole essere riconosciuto come donna, si sentirebbe segnato a dito e discriminato. «Non verrà realizzato – spiega Dario De Lucia, consigliere comunale del gruppo misto – un bagno specifico per le persone transgender, ma, seguendo il protocollo per il contrasto all’omotransnegatività e per l’inclusione delle persone Lgbt approvato nel 2017, i bagni presenti saranno semplicemente senza la targhetta “Uomo” e “Donna” così da evitare imbarazzo alle persone trans. Tutto qui. L’inclusività a volte è semplice e non costa nulla». I lavori sono cominciati e costeranno 57mila euro. È previsto che un bagno sarà adattato a persone di ogni età e l’altro avrà gli accessori che ne permetteranno la fruizione anche ai disabili. «Nello specifico – riferisce De Lucia – verranno sostituite le pavimentazioni, gli infissi e le rubinetterie e verrà realizzata una diversa articolazione degli spazi interni con la creazione di un bagno per famiglie attrezzato con sanitari a misura dei bambini e delle bambine, e con fasciatoio per permettere ai genitori di cambiare i propri figli in tranquillità. Verrà predisposto un secondo bagno adatto a tutte le persone, anche quelle con gravi disabilità: sarà attrezzato in modo adeguato e verrà introdotto un lettino per il cambio anche di persone adulte. Il progetto è stato realizzato con il supporto del Criba, il Centro regionale di informazione sul benessere ambientale che si occupa della progettazione inclusiva (non solo del superamento delle barriere architettoniche, ndr)».

Il protocollo contro le discriminazioni era stato salutato con soddisfazione da Alberto Nicolini, presidente provinciale di Arcigay, che aveva dichiarato: «Siamo grati alle istituzioni e agli enti che hanno capito l’importanza dell’inclusione concreta delle persone Lgbt, per inviare segnali positivi che incoraggino il coming out tra gli utenti e prima ancora tra i propri lavoratori e lavoratrici. Ci auguriamo di essere all’altezza dell’esperienza di un impegno concreto a tutto tondo».

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