Gli anziani sul set «Cari truffatori, non siamo nati ieri»
Il filmato invita alla prudenza e ricorda che nessuno è solo In caso di bisogno contattare subito le forze dell’ordine
REGGIO EMILIA. Le strategie dei truffatori sono tantissime, ma uno solo è il comportamento da tenere per non cadere nei loro tranelli. Lo mostrano Luciano Loschi, Marco Incerti Zambelli, Ierees Fochi, Giuliana Tellini, Ivan Cigarini, Paola Riccò, Carlo Magnani, Rita Corradini, Romano Ferretti e Maria Stefania Sanese nel video “Non siamo nati ieri”, realizzato all’interno della campagna di sensibilizzazione e prevenzione che ha visto collaborare prefettura, Comune di Reggio, Provincia e cittadini.
Gli “attori” sono tutti... ex ragazzini che alle parole di ipotetici truffatori rispondono – con una mimica davvero eccezionale – categoricamente: “No”. «Devo controllare il contatore del gas», e le mani si uniscono nel gesto che di solito accompagna la frase: “Sa dīt?” . «Complimenti, hai vinto un nuovo smartphone», e la risposta, sempre muta, è: “Stâm só d’adôs”. «Abbiamo notato che la sua bolletta del telefono è molto alta»: “An dîr mia dal cojunêdi!”. Per finire con: «Sono un amico di suo figlio», che scatena un sentitissimo: “Mo va cagher”.
Le riprese sono state girate al Centro sociale Buco Magico, dopo aver fatto una selezione tra chi aveva dato la propria disponibilità a partecipare al progetto. Tra gli attori c’è Romano Ferretti, volontario e presidente del centro sociale del Buco del Signore, che ieri era presente alla conferenza stampa in prefettura: «È stato bellissimo partecipare, e siamo davvero contenti di aver potuto dare il nostro contributo».
Nella prima fase sono state scattate le fotografie (che sono state usate per i cartelloni e anche per i promemoria cartacei che verranno distribuiti nelle case, da tenere accanto al telefono), poi sono iniziati i “Ciak”. «Le scene le abbiamo provate e riprovate eh», confida Ferretti, ma il risultato è davvero eccellente.
«Diciamo che noi siamo predisposti al volontariato – spiega Rita Corradini – quindi non è stato un peso, anzi. Le rughe ci sono tutte, siamo proprio anziani – ride – ma insomma l’importante è mantenere la lucidità mentale e, fin quando è possibile, aiutare chi ha bisogno». «Ah – ammette Maria Stefania Sanese, che oltre a essere una delle testimonial è la moglie di Ferretti – io una volta sono caduta in una truffa, ci sono rimasta così male. Ho aperto la porta a un uomo e poi ho scoperto di aver comprato non so quante lampadine. Dopo aver capito di essere stata truffata ho anche avuto paura di non aver comprato lampadine ma chissà cosa... Anche per questo sono contenta di aver partecipato a questa iniziativa: spero che il video possa servire agli altri a stare attenti».
I truffatori sono particolarmente abili a individuare scuse per farsi aprire la porta di casa: possono fingersi tecnici della manutenzione, operatori che devono controllare il contatore del gas o l’acqua, impiegati del servizio idrico, poliziotti o carabinieri, amici di figli o nipoti. Per troncare sul nascere ogni tentativo di truffa è importante non aprire la porta agli sconosciuti, mai.
Purtroppo, però, le truffe avvengono anche al telefono: si può ricevere una chiamata in cui un operatore ci informa di aver vinto un concorso a premi, oppure qualcuno dall’altro capo della cornetta, parlando magari a bassa voce e velocemente, ci chiede di aderire a una nuova offerta telefonica o a un nuovo contratto di fornitura energetica. La regola è di non rivelare mai dati personali, bancari o i codici di utenza. E se la situazione non è chiara, riagganciare è sempre la soluzione migliore.
L’ultima categoria è quella delle truffe via internet: sul web si sono moltiplicati i raggiri per carpire dati importanti, rubare credito telefonico o addirittura denaro tramite email e siti. Per evitare situazioni spiacevoli non bisogna mai aprire mail o allegati che arrivino da indirizzi sconosciuti. Molto importante, inoltre, non cliccare su link (ricevuti per mail ma anche attraverso un messaggio sul cellulare) che chiedano di verificare password, codici riservati o profili personali. Infine occorre dubitare sempre di messaggi che informano di vincite: tutti speriamo di essere baciati dalla fortuna, ma, come si sa, la fortuna è cieca. I truffatori, invece, ci vedono benissimo.
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