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«L’uomo era affacciato fuori dal finestrino a guardare una ruota»

Am. P.
«L’uomo era affacciato fuori dal finestrino a guardare una ruota»

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REGGIO EMILIA. «Non si è trattato di un malore. Quel camionista è ripartito guardando in basso. Era distratto, ne sono convinto». Nella tragedia di martedì c’è un testimone oculare: un commerciante di Calerno sessantenne, che ha preferito rimanere anonimo e che è stato ascoltato a lungo dalla polizia municipale della Val d’Enza.

Il tratto di via Emilia dove è avvenuto lo schianto è il cuore pulsante della frazione. A pochi metri dalla piazza con la chiesa, dall’altra parte della via Emilia di fronte ai due civici coinvolti, si trovano i principali negozi di Calerno: la farmacia, un alimentari, una tabaccheria-cartoleria e la filiale del Credem. Quella mattina i farmacisti e i negozianti si trovavano all’interno dei locali, intenti alle attività quotidiane Tutti tranne il negoziante che è uscito per una breve pausa: «Ho visto quel camion fermo al semaforo, faceva uno strano rumore. L’autotrasportatore ha abbassato il finestrino e si è sporto, guardando in basso, forse uno pneumatico. Ha ripetuto la mossa due o tre volte, come se fosse preoccupato perché qualcosa non andava, senza però scendere. Quando il semaforo è diventato verde il camionista è ripartito, in quella posizione singolare, guardando altrove. Andava pianissimo e il semaforo e l’angolo dell’abitazione distano pochi metri».

Altri testimoni, due donne che passavano a piedi, hanno invece dichiarato che il camionista era seduto di traverso, come se fosse svenuto. Due versioni che potrebbero non essere inconciliabili.

Am. P.

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