Aveva riempito di botte la moglie e i figli Non potrà più vederli
REGGIO EMILIA. Ha ammesso le sue responsabilità e ha chiesto scusa, attribuendo il suo comportamento sproporzionato all’abuso di alcol. Il 53enne di origini ucraine arrestato dai carabinieri domenica scorsa con l’accusa di maltrattamenti in famiglia per avere colpito a suon di pugni e calci la moglie e pure i due figli minori, ora non potrà più avvicinarsi a loro.
Quella sera si è scatenato l’inferno in un appartamento nel quartiere della Rosta Nuova, dove il marito ubriaco, rientrato dopo aver passato la serata con gli amici a bere, ha ingaggiato un diverbio con la moglie, subito passato alle mani: al culmine del litigio il marito ha cominciato a picchiare la consorte coetanea con calci e pugni, facendola cadere a terra e continuando a inferire sulla donna sotto gli occhi terrorizzati dei due figli. Anzi quando i ragazzini, spaventati, hanno cercato di proteggere la madre il violento se l’è presa anche con loro, prendendoli a botte. Nemmeno l’arrivo dei carabinieri è bastato a calmare il 53enne, che è stato accompagnato al comando di corso Cairoli dove sono scattate le manette. Ieri mattina il 53enne, comparso in tribunale a Reggio Emilia, ha risposto alle domande e ha fornito la sua versione. L’avvocato difensore Giuseppe Caldarola, nel sottolineare l’incensuratezza del suo assistito macchiatosi di un episodio isolato, si è rimesso a giustizia. Il pm di turno ha chiesto il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla consorte e il Gip Dario De Luca, dopo aver convalidato l’arresto e rimesso in libertà l’imputato, ha accolto in pieno la proposta dell’accusa, disponendo l’allontanamento dal domicilio familiare e la misura restrittiva del divieto di avvicinamento alle vittime.
Am.P.
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