Gazzetta di Reggio

Reggio

Angeli & demoni 

Il metodo Foti definito induttivo e suggestivo

Am.P.

1 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Una disamina tecnica, seduta per seduta, del “metodo Foti”, definito dalla seconda consulente dell’accusa «induttivo e suggestivo». L’udienza di ieri del processo “Angeli & Demoni”, lo scandalo sui presunti affidi illeciti di minori in Val d’Enza, è stata molto tecnica e incentrata sulla figura di Claudio Foti, lo psichiatra presidente della Onlus torinese “Hansel & Gretel” accusato di frode processuale e lesioni ai danni di una ragazzina che tra il 2016 e il 2017 sottopose a psicoterapia, secondo il pm Valentina Salvi «ingenerando in lei la convinzione di essere stata abusata dal padre e dal socio». La deposizione fiume della dottoressa Melania Scali che, sollecitata dalla Procura, ha parlato di come la ragazza non fosse stata lasciata libera di autodeterminarsi, ha proseguito quella guerra tra periti di parte delle precedenti udienze, con l’obiettivo di smantellare le tesi dei luminari portati dagli avvocati difensori di Foti (Andrea Coffari e Giuseppe Rossodivita), il quale ha sempre respinto con forza gli addebiti.

Si proseguirà il 21 ottobre, mentre per l’11 novembre è previsto un unico dispositivo con la sentenza per i due imputati che hanno scelto il rito abbreviato (l’assistente sociale Beatrice Benati e lo psicologo Claudio Foti) e con l’eventuale rinvio a giudizio per tutti gli altri imputati che affronteranno il rito ordinario.

Am.P.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google