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la proposta dopo la ristrutturazione 

«Intitoliamo la scuola “La Villetta” alla memoria di Carmen Zanti»

Martina Riccò
«Intitoliamo la scuola “La Villetta” alla memoria di Carmen Zanti»

In origine era la residenza del presidente della casa di riposo, fu lei a proporre al Comune di riadattarla

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Martina Riccò

REGGIO EMILIA. «Chiediamo che la scuola dell’infanzia comunale di Ospizio, La Villetta, venga nomata “Carmen Zanti”». A parlare sono Loretta Giaroni, Ione Bartoli, Eletta Bertani e Carla Nironi, donne che hanno fatto la storia di Reggio (e non solo).

«Lo facciamo per un motivo ben preciso», spiega la prima, coordinatrice dell’Unione Donne d’Italia (Udi) di Reggio Emilia dal 1957 al 1967 e assessore comunale alle Scuole e ai Servizi sociali dal 1965 al 1975: «Domenica ricorre l’anniversario della nascita di Carmen Zanti e fu proprio lei, conoscendo l’urgenza di aprire scuole dell’infanzia comunali anche in edifici da adattare, a segnalare “La Villetta” di via Emilia Ospizio 93, che allora era residenza dell’ex direttore della casa di riposo. “La Villetta” è stata la sesta scuola a essere aperta a Reggio: è stata inaugurata l’8 marzo del 1970 dal sindaco Renzo Bonazzi, lo stesso giorno della scuola n°7, ovvero il “Diana”».

“La Villetta” era stata chiusa nel 2019 dopo il crollo del controsoffitto. Finalmente i lavori di ristrutturazione e consolidamento sulla struttura sono terminati, e Giaroni, Bartoli, Bertani e Nironi hanno deciso di approfittare dell’occasione. Fondamentale, per loro, ricordare e riconoscere la caratura di Carmen Zanti. «Carmen nasce a Cavriago il 10 ottobre 1923 – raccontano – da Amelia Panciroli e Angelo Zanti. Trascorre gran parte dell’infanzia e dell’adolescenza in Francia dove il padre è costretto all’esilio in quanto dirigente antifascista comunista perseguitato poi fucilato nel gennaio del 1945. Nel 1940 rientra in Italia e dal 1943 partecipa alla Resistenza come staffetta del Comando dei GAP. Il 3 maggio del ‘44 è arrestata. Rilasciata viene inviata a Modena come staffetta del Comando Unico Emilia Romagna e successivamente è chiamata a Milano presso il CLN. dove lavora per Luigi Longo. È insignita della Croce al Valor Militare della Repubblica Italiana».

Nell’immediato dopoguerra Carmen Zanti contribuisce a costruire le commissioni femminili del Pci e a dar vita all’Udi (Unione Donne d’Italia) a Milano, Bergamo e Piacenza. Con l’Udi di Reggio organizza l’accoglienza dei bambini di Napoli e di Milano nei duri inverni del ’45 e ’46 presso le famiglie reggiane di contadini e lavoratori.

Nel 1954 conosce Alighiero Tondi, sacerdote, gesuita in dissenso con il Vaticano; diventerà suo marito.

Dal ‘51 al ‘63, dopo un periodo di lavoro all’Udi nazionale, è incaricata di rappresentare l’Udi e le donne italiane nella segreteria della Fdif (Federazione Democratica Internazionale delle Donne), di cui diventerà segretaria generale. Svolge questi incarichi prima a Parigi poi a Berlino, promuovendo conferenze internazionali e svolgendo una intensa attività di relazioni con i governi e le associazioni femminili dei vari Paesi e compiendo molteplici viaggi soprattutto nei Paesi del Terzo Mondo (Marocco, Tunisia, Guinea, Ghana, Mali, India, Indonesia).

«Nel Congresso della Fdif nel ’63 a Mosca – raccontanoGiaroni, Bartoli, Bertani e Nironi – interviene con una dichiarazione di voto contro il documento politico maggioritario (di sostegno alla politica internazionale dell’Urss), rivendicando il diritto della Fdif a rappresentare unicamente le donne e le loro aspirazioni. Per questo dissenso è costretta a lasciare la segreteria generale e nel 1963 torna in Italia dove le viene proposta la candidatura al Parlamento. Dal ’63 al ’76 è parlamentare prima alla Camera dei Deputati, poi al Senato. È protagonista di varie leggi tra cui: la legge di scioglimento dell’Omni (Opera nazionale maternità e infanzia), la legge sugli asili nido e quella istitutiva dei consultori familiari». È anche presidente della casa di riposo di Reggio Emilia e promuove la costruzione del nuovo Villaggio Catellani e l’avvio dell’assistenza domiciliare per gli anziani. Muore il 16 agosto del 1979, a 56 anni.

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