Gazzetta di Reggio

Reggio

Il retroscena 

Incastrati in tre dalla pistola senza matricola regalata all’amico

Am.P.

Una Beretta calibro 7.35 senza munizioni con la matricola abrasa unisce i tre indagati  nell’inchiesta

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REGGIO EMILIA. Una pistola Beretta calibro 7.35, senza munizioni, con la matricola abrasa. È questo il filo che lega Salvatore Procopio – accusato di detenzione illegale di plurime armi da sparo, al plurale, benché di queste armi ne sia stata trovata solo una – a Domenico Cordua, 44 anni, e Giuseppe Friyio, 43enne cugino di Procopio. A causa della scoperta di quella pistola, trovata dai carabinieri durante la perquisizione dell’appartamento di Parma che Cordua e Friyio condividevano, il cugino è finito nei guai nell’ambito di Perseverance. Le intercettazioni su Procopio hanno svelato come i due fossero solo dei custodi per conto del “capo”.

L’antefatto risale al 2 maggio 2020, quando i due vanno a cena a casa di Procopio, a Santa Vittoria di Gualtieri. Al termine della serata, alle 22, i tre uomini si spostano all’esterno all’abitazione dove Procopio consegna a Cordua un oggetto: «Questa te la volevo dare a te». Una sorta di “regalo” («tieni qua, però devi trovare le cose», cioè i proiettili), «dammi un centesimo dammi qualcosa» (una superstizione calabrese, secondo la quale gli oggetti in metallo non si possono regalare, chi li riceve deve dare una moneta in cambio). «Tienitela. Se so che sono a Parma ce l’abbiamo a Parma», cioè Cordua deve custodire la pistola nell’interesse del gruppo, mentre Friyio ha il compito di trovare i proiettili. «È un giocattolo, piccolo calibro, però sempre buono. Dagli una pulita, non ho avuto tempo io». Friyio e Cordua salgono in auto per tornare verso casa e Friyio – che evidentemente conosce bene l’indole dell’amico – si raccomanda: «Non è che mi combini qualche cazzata con questa…che vai a Milano e spari a qualcuno, tu?». «Io? Che a Milano c’è bisogno che sparo?», risponde Cordua. Procopio li chiama poco dopo, per sincerarsi che i due siano rientrati senza incappare nelle forze dell’ordine. Nei giorni seguenti i due coinquilini cercano le munizioni. La sera del 24 maggio 2020, mentre rincasa da Milano dove risiede la compagna, Cordua viene fermato dalla polizia e durante il controllo manda un messaggino a Friyio, ordinandogli di spostare «la cosa» dal cassetto dei calzini in cantina. Il 25 maggio scatta la perquisizione domiciliare a Parma e salta fuori la Beretta. Friyio rende spontanee dichiarazioni affermando di aver trovato l’arma pistola in un parco, di averla raccolta e nascosta nel sottoscala, scagionando gli altri. Dai domiciliari invia messaggi a Cordua, che riferisce l’accaduto a Procopio il quale si infuria.

Am.P.

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