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Minaccia la moglie che lo denuncia «Ti sparo o ti butto dalla finestra»

Tiziano Soresina
Minaccia la moglie che lo denuncia «Ti sparo o ti butto dalla finestra»

Allontanato un 49enne dalla casa di famiglia. Il marito nega: «Sono malato, solo litigi e uno schiaffo»

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Tiziano Soresina

reggio emilia. Due coniugi in completa rotta di collisione ormai ad un passo dalla separazione in tribunale, la famiglia che si disgrega – la moglie con i tre figli minorenni se n’è ritornata a Palermo dai parenti – e la denuncia della donna che fa partire le indagini della polizia, coordinate dal sostituto procuratore Maria Rita Pantani.

Una crisi coniugale a tinte forti, perché la moglie accusa il marito 49enne di averla trascinata in una vita d’inferno, con minacce piuttosto gravi, rimaste per fortuna solo a livello di parole: quella di afferrarla e gettarla giù dalla finestra, ma anche l’intenzione di prendere una pistola e spararle. Il tutto “condito” da litigi, incomprensioni, pugni e schiaffi, perché – a detta della donna – lui non voleva che uscisse (finché è rimasta a Reggio Emilia lavorava come commessa in un punto-vendita di prodotti elettronici). Dopo una serie di accertamenti dei poliziotti, la pm Pantani (titolare del fascicolo, con i maltrattamenti in famiglia come ipotesi di reato) ha chiesto una misura restrittiva per il 49enne indagato, ottenuta dal gip Dario De Luca che – con ordinanza – ha disposto l’allontanamento dalla casa familiare e il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla moglie.

Atto notificato all’indagato in questi giorni, da qui l’interrogatorio di garanzia tenutosi ieri mattina al palazzo di giustizia.

Il 49enne – assistito dall’avvocato Maurizio Attolini – ha risposto per circa un quarto d’ora alle domande del gip De Luca. Ha smentito categoricamente le due vicende più gravi (le minacce di far precipitare la moglie gettandola dalla finestra oppure di far fuoco su di lei con un revolver), ammettendo solo i litigi e uno schiaffo rifilato al coniuge durante l’ennesimo contrasto. Ha anche parlato della sua irascibilità causata dai farmaci che è costretto ad assumere per la seria malattia che l’attanaglia (non lavora più come corriere e percepisce una pensione d’invalidità, inoltre è seguito dal servizio psichiatrico di Parma).

Sulla scia delle parole del suo assistito, l’avvocato Attolini ha chiesto una misura cautelare più soft, visto che a suo parere di situazioni di pericolo non ve ne sono più: «Essendo la moglie già da alcuni giorni a Palermo – rimarca il legale – chiedo che il marito possa rientrare nella casa familiare. Stiamo parlando di una persona malata». Il giudice prenderà una decisione nelle prossime ore.

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