Gazzetta di Reggio

Reggio

Le intercettazioni 

Si vantava con la moglie del selfie scattato con Salvini

Am.P.

Il 12 gennaio 2020 il segretario della Lega era nella bassa reggiana dove è stato fermato  da Procopio per uno scatto

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REGGIO EMILIA. L’arrestato in odore di ’ndrangheta ha scattato un selfie con il leader della Lega Nord Matteo Salvini, davanti ai carabinieri, e il giorno seguente i quotidiani locali hanno riportato le dichiarazioni del visitatore eccellente: «La ’ndrangheta fa schifo”. L’episodio emerge dalle intercettazioni dell’ordinanza di misura cautelare a carico del 47enne residente a Gualtieri e secondo l’accusa è «significativo della sfrontatezza di Procopio».

Il 12 gennaio 2020 il senatore Matteo Salvini si è recato in alcuni comuni in provincia di Reggio Emilia, in particolare Brescello (feudo di Francesco Grande Aracri, fratello del boss Nicolino, colpito insieme ai familiari dall’operazione Grimilde, il processo di primo grado è tuttora in corso), Gualtieri e Guastalla.

Nell’occasione, seguito da un codazzo di giornalisti che gli facevano domande sulla ’ndrangheta al nord come emersa dal maxiprocesso Aemilia e dagli sviluppi successivi, il parlamentare del Carroccio ha preso le distanze dal fenomeno rilasciando quello che è diventato il titolo dell’articolo di cronaca: “La ’ndrangheta fa schifo” (così ha titolato Il Resto del Carlino il 13 gennaio 2020). Come consuetudine, a margine degli interventi, Salvini si è reso disponibile a scattare alcuni selfie insieme al pubblico. E tra le persone che, a Gualtieri, si sono fatte avanti con il cellulare in mano pronto a scattare la foto ricordo c’era proprio Salvatore Procopio.

È bene precisare, per evitare qualsiasi fraintendimento, che il leader leghista è stato «soltanto termine inconsapevole dell’azione di Procopio», non potendo sapere chi gli si parava di fianco sorridente per un selfie.

L’incontro con Salvini è stato in seguito oggetto di un commento sarcastico tra il 47enne e la moglie, che muoveva appunto dalla condanna di Salvini della ’ndrangheta. Procopio ha immaginato beffardo lo stupore dei militari locali: «Secondo me mi hanno visto i carabinieri di Gualtieri… si sono trovati... che cazzo fa la fotografia con Salvini quello, guarda!», ridendo di gusto insieme alla consorte. «Rino non se n’è fatto, Rino». La moglie: «No? Non gli piacciono?» (sottinteso le fotografie). «Eh l’unico che può fare qualcosa ora..». «Ah sì?». «Distruggere la ’ndrangheta». «Chi lo ha detto?». «L’ha detto lui». Davanti alle risate del marito la moglie evita di dargli altra corda: «Lo vuoi l’applauso?».

Procopio, fiero della sua impresa, ripete: «Se mi hanno visto i carabinieri di Gualtieri…(si saranno chiesti, ndr) come si è fatto la fotografia con Salvini, quello!». Ma a questo punto la moglie sta armeggiando in cucina, si sentono rumori di piatti, e non risponde più.

Am.P.

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