Gazzetta di Reggio

Reggio

I 10 anni della Fondazione Reggio Children 

Zangelmi: «Un’opera creata con 320mila pezzi Lego»

Giulia Bassi
Zangelmi: «Un’opera creata con 320mila pezzi Lego»

Il reggiano che di mestiere fabbrica meraviglie ha assemblato mille singoli lavori  Da oggi (ore 15) l’installazione potrà essere “visitata” ai Chiostri di San Pietro 

3 MINUTI DI LETTURA





Giulia Bassi

Reggio Emilia. Finalmente è giunto il gran giorno: oggi alle 15 sarà svelata al pubblico l’installazione collettiva realizzata insieme alla The Lego Foundation ai Chiostri di san Pietro per i dieci anni della Fondazione Reggio Children guidata da Carla Rinaldi.

Sarà sicuramente una magnifica festa la cui importanza a livello cittadino si sposa con il prestigio di un’iniziativa cui è stata invitata a partecipare la famiglia dei fondatori della Lego, partita da Kirk Kristiansen, giunta alla terza generazione con Kjeld, amministratore delegato del gruppo per 25 anni, e alla quarta con il figlio Thomas, attuale presidente.

«Mancano solo gli ultimi ritocchi» assicura Riccardo Zangelmi, reggiano, Lego Certified Professional Italia, che ha assemblato le tessere di cui è fatta l’opera. Pur essendo abituato a questi lavori, alla vigilia del gran giorno, Riccardo Zangelmi confessa di essere emozionato: «Non posso non essere felice del lavoro per un’opera che misura 70 metri quadrati – commenta Zangelmi –. È questa la sua grandezza e non poteva essere diversa dato che rappresenta una “comunità di esseri viventi”. È il risultato di un progetto collettivo a cui hanno lavorato bambini, genitori e adulti e la loro collaborazione mirava esclusivamente, ed è questo che mi è piaciuto, a sollecitare la loro immaginazione e la loro creatività».

Grazie alla partecipazione e alla sponsorizzazione di The Lego Foundation sono stati messi a disposizione 1000 kit Lego dots, cioè mille scatole create appositamente per il progetto, contenenti una base e un sacchetto di bottoncini colorati piccoli come coriandoli. «Bambine e bambini – racconta Zangelmi – genitori, famiglie, scuole, singole persone, piccoli e grandi, sono stati chiamati ciascuno a raccogliere questa sfida: “rappresenta la tua idea di essere vivente”… e loro lo hanno fatto. Da notare che la scatola-kit era senza istruzioni, dentro una piastra e 320 bottoncini e, dal momento che sono state distribuiti mille scatole, in tutto l’opera è costituita da 320mila pezzi Lego».

E Zangelmi è contento proprio della risposta corale da parte di piccoli e grandi: «Un’adesione ampia, convinta ed entusiasta. Mentre loro creavano, con i miei dipendenti abbiamo costruito una struttura in ferro capace di accogliere tutti i lavori mettendoli in connessione. Essa simula due grandi onde, mentre al centro per dare una visione suggestiva della gioia e della creatività ho collocato tre bambini che giocano realizzati con i mattoncini Lego in scala uno a uno».

Solo ieri Zangelmi con i collaboratori della BrikVision (la sua azienda che progetta e realizza modelli, mosaici e sculture in mattoncini Lego) Davide Davoli, Matteo Ruozzi, Massimiliano Maselli e Antonietta Carvello ha collocato la scultura e fatto la prova luci. Ora l’opera è pronta e si potrà visitare fino a domenica 17 ottobre. «Tra l’altro – suggerisce Zangelmi – è possibile entrare dentro la scultura non solo per trovare i propri mosaici ma per viverla in pieno. Per catturare l’onda o lasciarsi catturare. Mi è piaciuto perché è stato un progetto corale: e nonostante realizzi tanto oggetti fantasiosi “sfidanti”, come dice spesso, mi capita raramente di riuscire a coinvolgere un gran numero di bambini e questo non ha prezzo».

Fabbricare meraviglie è proprio il lavoro di Zangelmi che da un po’ di tempo, tra l’altro, porta in giro la mostra Brick-Art costituita da oggetti di vita quotidiana di grandi proporzioni: mostra che in dicembre sarà alla Fondazione San Carlo di Modena.

Ultimamente ha realizzato il Rover Perserverance della Nasa in scala 1:2, su richiesta del Dipartimento di Stato Usa. La telefonata è giunta direttamente dagli Stati Uniti e Zangelmi ha accettato: «È stata un'emozione incredibile, una grande soddisfazione come questa per la Fondazione Reggio Children dove ho potuto constatare ancora una volta che anche gli adulti non possono resistere e tornano bambini. Del resto chi resiste al fascino del mattoncino?».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google