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Ladro tradito dal Dna sulla mascherina Denunciato un 30enne

Ladro tradito dal Dna sulla mascherina Denunciato un 30enne

Il profilo genotipico è stato associato un anno dopo il furto L’uomo aveva perso il dispositivo durante la fuga

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SANT’ILARIO. Un ladro è stato tradito dal Dna trovato nella mascherina anti-Covid che aveva usato durante il furto. A quasi un anno dal colpo, consumato ai danni di un’abitazione di Sant’Ilario, dove i malviventi, seppur scoperti, riuscirono a fuggire con alcuni monili in oro presi da un cassetto del comò della camera da letto, i carabinieri della stazione locale, grazie alle indagini scientifiche di laboratorio eseguite dal Ris di Parma, sono riusciti a identificare uno dei tre responsabili del furto: un cittadino albanese di 30 anni.

Il Dna trovato su una mascherina anti-Covid, recuperata all’interno dell’auto usata per il furto, inizialmente era stato ricondotto a un individuo ignoto, di sesso maschile. La svolta è arrivata la scorsa settimana, quando i carabinieri del Ris di Parma hanno informato i colleghi di Sant’Ilario che, nel corso degli accertamenti su campioni repertati con tampone biologico su un soggetto albanese indagato per un altro reato, era stato estrapolato il Dna corrispondente al profilo genotipico del ladro fino a ora rimasto ignoto.

Con l’accusa di concorso in furto aggravato, quindi, i carabinieri di Sant’Ilario hanno denunciato il 30enne, residente a Parma.

Il furto era avvenuto la sera del 24 ottobre dell’anno scorso. Verso le 20, tre malviventi erano entrati in un’abitazione di via Unione Europea, ma nel bel mezzo del furto erano stati “disturbati” da alcuni cittadini che avevano anche chiamato i carabinieri. I tre malviventi erano fuggiti a piedi con alcuni monili in oro prelevati dall’abitazione abbandonando sul posto una Citroen C4, che poi era risultata intestata a un pregiudicato irreperibile, per altro intestatario di ben 200 veicoli. L’auto era poi stata sequestrata dai carabinieri.

Nella macchina utilizzata dai tre, oltre alle mascherine chirurgiche usate, erano stati trovati piedi di porco, tronchesi, martelli, mazze, cacciaviti, flessibili per aprire casseforti, guanti e cappellini per travisarsi e una ricetrasmittente. Le indagini ora mirano a identificare gli altri due complici anche scandagliando la cerchia delle amicizie del 30enne albanese.

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