«Il green pass è un pretesto usato dai fascisti per infiltrarsi»
Presidio venerdì sera e sabato mattina alla Cgil di Reggio Sesena: «Non tolleriamo che dalle fogne escano rigurgiti»
REGGIO EMILIA. «Il green pass è un pretesto. Un cavallo di Troia. Ormai sono assolutamente visibili e presenti le infiltrazioni di associazioni neofasciste di fronte a tutte le manifestazioni di malcontento. È stato così per Io Apro, è stato così per i forconi. È ora di sciogliere quelle associazioni para-fasciste». Su via Roma sventolano le bandiere rosse della Cgil. La sede della Camera del Lavoro è presidiata da venerdì sera, dopo che le immagini dell’assalto alla sede di Roma hanno fatto il giro d’Italia. Un’aggressione che anche a Reggio Emilia riporta le lancette indietro di cent’anni, quando la Camera del Lavoro fu incendiata in via Farini l’8 aprile del 1921 per mano dei fascisti. «La risposta di Reggio Emilia è stata immediata - dice infatti Cristian Sesena, segretario della Cgil della Città del Tricolore - Ieri sera ci siamo precipitati nella nostra Camera del Lavoro, l’abbiamo aperta e presidiata fino a notte fonda. Un gruppo di nostri compagni e compagne hanno raggiunto Roma nella nottata e sono stati presenti lì stamattina. Il resto della Camera del Lavoro, tutti i simpatizzanti, lavoratori e delegati, oggi hanno aperto la nostra sede, che abbiamo presidiato per dare un messaggio di forte contrarietà per quanto successo e per dire che per noi l’antifascismo è un valore fondante. Non siamo disponibili a tollerare che dalle fogne di questo Paese escano rigurgiti di un passato che per noi deve essere archiviato definitivamente».
Dalle nove di ieri mattina è incominciato infatti il pellegrinaggio verso la sede di via Roma, dove si sono presentati amministratori, politici e semplici cittadini per manifestare solidarietà al sindacato preso di mira da neofascisti venerdì a margine della manifestazione contro il green pass. Ieri tutte le sedi locali del sindacato erano aperte e un’assemblea è stata fatta davanti alla sede nazionale dove il segretario nazionale, il reggiano Maurizio Landini, partito da Reggio Emilia, ha parla di «atto di squadrismo fascista». Mentre giungeva la solidarietà dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella e dal presidente del consiglio Mario Draghi, i leader della formazione neofascista Forza Nuova, Giuliano Castellino e Roberto Fiore, sono stati arrestati insieme ad altre 10 persone, tra cui l’ex Nar Luigi Aronica e il leader dei ristoratori di Io Apro, il modenese Biagio Passaro, titolare delle pizzerie Regina Margherita e socio di Hermes Ferrari, ristoratore reggiano conosciuto come le “sciamano” dopo essersi vestito in una precedente manifestazione di Io Apro come lo sciamano Jack Angeli che assaltò Capitol Hill.
«Il governo non può più voltarsi dall’altra parte – dice Sesena – È ora di dire basta e fare i conti con questo passato che evidentemente a distanza di anni non è ancora pienamente archiviato».
I presidi di ieri sono andati avanti in tutte le sedi provinciali emiliano-romagnole. A Bologna c’erano più di 2mila persone davanti alla Camera del lavoro e alla sede regionale della Cgil Emilia-Romagna. E centinaia di persone hanno presidiato, sin dalla prima mattinata, anche le Camere del lavoro anche di Piacenza, Parma, Modena, Ferrara, Imola, Forlì, Ravenna, Cesena e Rimini. Folta presenza anche a Roma all’assemblea straordinaria, convocata d’urgenza dal segretario Maurizio Landini, di tutte le segreterie delle Camere del lavoro dell’Emilia-Romagna e di quella regionale.
«L’attacco al sindacato è un colpo al cuore della democrazia. Gli squadristi però non ci intimidiranno, continueremo a difendere i diritti di chi lavora ed a difendere la nostra costituzione repubblicana e antifascista», ha sottolineato il segretario generale della Cgil Emilia-Romagna Luigi Giove.
Enrico Lorenzo Tidona
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