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Marchi: «Infortuni sul lavoro, serve più prevenzione»

Marchi: «Infortuni sul lavoro, serve più prevenzione»

Nella 71esima giornata dedicata alle vittime, l’assessore ha parlato anche di «potenziamento  delle politiche di assistenza» 

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REGGIO EMILIA. L’assessore comunale al Welfare, Daniele Marchi, ha partecipato ieri alla 71esima giornata delle vittime sul lavoro. Partendo da dati inquietanti: «Incidenti in crescita del 6,1%, nove mortali nei primi otto mesi del 2021 fra città e provincia». E arrivando a una conclusione precisa: «La sicurezza sul lavoro è una questione costituente per tutti e la politica deve occuparsene a ogni livello. Le risorse ci sono: vanno destinate a prevenzione, assistenza e sicurezza».

Durante la manifestazione sono stati consegnati i brevetti e i distintivi d’onore a nove grandi invalidi e a cinque invalidi minori a cura dell’ufficio provinciale dell’Inail.

«Abbiamo ospitato in Sala Tricolore – ha detto l’assessore Marchi – la 71esima Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro. Un momento importante per ascoltare la testimonianza di chi ha vissuto e vive le conseguenze di un infortunio, fenomeno purtroppo ricorrente e presente in maniera significativamente grave. Parliamo di conseguenze fisiche, psicologiche ed esistenziali. Conseguenze ancora troppo spesso anche fatali». Poi Marchi è passato a snocciolare i dati: «I dati condivisi da Anmil-Associazione nazionale fra persone mutilate e invalide del lavoro – ha sottolineato l’assessore – parlano di 9 vittime in provincia di Reggio Emilia nei primi 8 mesi del 2021 e 5.747 infortuni con una crescita del 6,1% sul 2020; mentre sono 777 le malattie professionali denunciate con un impressionante +66,4% sul 2020».

Non solo numeri. «Numeri dietro cui si trovano nomi, storie, sofferenze che chiedono di essere ascoltate per impedire che si ripetano nella vita di altri. Che chiedono che la salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro sia una priorità per tutti, una priorità culturale e politica. Quella del lavoro è una questione “costituente” per il nostro Paese. È scritta nella nostra storia, non solo nei principi fondamentali della Costituzione. La trasformazione del lavoro è quindi la trasformazione del Paese. La politica quindi deve occuparsene a tempo pieno, a ogni livello».

Ma che fare per combattere e prevenire questa piaga a livello locale? «A livello locale – ha precisato Marchi – facilitando ad esempio l’inserimento lavorativo delle persone con invalidità, che vanno valorizzate per le loro competenze e non “subite” come obbligo di legge. A livello centrale riorientando parte dei cospicui avanzi di gestione di Inail (una cassaforte per il bilancio dello Stato da 35 miliardi) a favore del potenziamento delle politiche di assistenza e prevenzione. Solo due esempi di cosa si può e si deve fare per rispondere, dopo aver ascoltato la voce delle vittime, anche a Reggio».

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