«L’università più centrale nella Reggio del futuro»
REGGIO EMILIA. «L’università sarà sempre più centrale». Il progetto di Reggio Emilia «città digitale» invocata ieri dagli industriali è certamente condiviso con la politica locale, in vista dei benefici per il territorio e di una visione che possa trovare ampio consenso anche nel 2024, quando ci saranno le prossime elezioni locali.
Demografia, ecologia e capitale umano per la Reggio 2024, come ricorda il sindaco Luca Vecchi: «Concordo con Storchi sui capitoli da affrontare». Tra questi c’è la formazione: «Faremo legge per attrarre talenti – ha detto l’assessore regionale Vincenzo Colla – dobbiamo offrire studio, case, scuole internazionali, costruire un ecosistema di attrarli». Ecco perché, dice Vecchi, «l’università sarà al centro del modello di sviluppo di questa città. Quando sono diventato sindaco c’erano 6mila studenti. Ora sono oltre 13mila, di cui due terzi fuori sede. Dobbiamo però mettere tutti a disposizione spazi e risorse. Io chiedo all’università di credere in Reggio perché su questo ci giochiamo il nostro futuro». Il modello è quello della rigenerazione sviluppato alle Reggiane: «Dentro l’area convivono aziende che ricordano Palo Alto, ma anche situazioni di degrado che abbiamo dovuto contrastare e risolvere» ricorda Vecchi. «Dobbiamo espandere la conoscenza nell’ecosistema digitale, nell’analisi dei dati per l’industria intelligente con nuovi corsi di studio – dice il rettore di Unimore Carlo Adolfo Porro – Il sindaco Vecchi mi ha alzato quindi la palla per schiacciare a rete. Alle lauree tradizionali ci saranno nuove modalità di lauree professionalizzanti e post laurea di alta formazione».
E.L.T.
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