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Reggio

Il ferito 

«In ansia per il processo ora penso alla scuola»

E.L.T.
«In ansia per il processo ora penso alla scuola»

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REGGIO EMILIA. «È ancora scosso. Vive le fasi processuali con estrema ansia. Sta proseguendo il suo percorso scolastico cercando di buttarsi alle spalle il drammatico episodio». L’avvocato Federico De Belvis scorta fuori dall’aula il ragazzo che assiste. È uno dei ragazzi che ha cercato di evitare i colpi sparati da Gaetano Lombardi la sera del 17 ottobre 2020. Alcuni di loro hanno riportato ferite e sono soprattutto rimasti scossi per la reazione di Lombardi, che ha sparato contro il gruppetto di giovani sotto gli occhi dei passanti. In otto si sono inseriti nel processo penale con la richiesta di costituirsi parte civile, accolta dal giudice per l’indagine preliminare Silvia Guareschi. Il ragazzo assistito da De Belvis ha presentato un provvisionale di 50mila euro. Altre richieste giungeranno anche dal altri sei giovani difesi dall’avvocato Giacomo Fornaciari. «Alcuni dei miei assistiti subito lesioni serie, altri hanno subito danni di altro tipo che verranno quantificati in seguito» fa sapere Fornaciari. Un altro giovane, l’ottavo, si è costituito parte civile con l’avvocato Luca Incerti.

I ragazzi presi di mira da Lombardi avevano raccontato di aver visto la morte in faccia. Un incubo vissuto quella terribile notte di spari, che non esce dai loro pensieri e che è stato fissato nei video girati quasi per caso da alcuni passanti della zona.

Una reazione assurda, quella di Lombardi, che i ragazzi non sembrano aver intenzione di perdonare nonostante il pentimento ribadito anche ieri dall’imputato ora a processo. Tra i primi a parlare nei mesi scorsi c’era stati Salah Eddine Bensetira, ventenne di famiglia algerina ma nato a Reggio e cittadino italiano, che se l’era vista brutta di fronte a quello sconosciuto (l’operaio 43enne finito poi in carcere da quella notte per tentato omicidio) che ha sparato contro di loro nove colpi con una Beretta modello 950, calibro 6,35, piccola semiautomatica. «Un sabato in centro, con i miei quattro soliti amici. Siamo nei pressi della fontana del Valli quando passa una bicicletta e con una ruota mi pesta un piede. “Stai attento” dico a quell’uomo in sella alla bici, ma non finisce lì». Lombardi infatti tornerà a prendere l’arma per poi sparere contro quei ragazzi.

E.L.T.

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