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Il processo a Francesco Falbo 

«L’affare Sorbolo esempio di reimpiego dei soldi del clan»

E.L.T.
«L’affare Sorbolo esempio di reimpiego dei soldi del clan»

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REGGIO EMILIA. «L’affare delle abitazioni costruite a Sorbolo ha rappresentato il terminale del reimpiego dei soldi del clan emiliano». Il maresciallo Emidio D’Agostino parla dal banco dei testimoni e riporta in auge le vicende di Aemilia, il maxi processo che si è svolto per buona parte nell’aula bunker di Reggio e di cui è rimasta una coda. Si tratta del processo che vede alla sbarra Francesco Falbo, 55enne residente a Sorbolo di Parma, passato alla storia per la doppia veste di vittima (perché costretto a cedere tutte le quote delle sue società) e al contempo di imputato nell’affare Sorbolo, uno degli episodi considerati paradigmatici del maxi processo contro la ’ndrangheta nostrana. In quanto vittima, Francesco Falbo si è costituito parte civile in entrambi i filoni processuali di Aemilia e la Cassazione si è espressa sul risarcimento danni con la formula “in separato giudizio civile”. In quanto partecipe, Falbo – ieri presente nell’aula del collegio presieduto dal giudice Giovanni Ghini – è accusato dei reati di reimpiego di capitali e materiale edile con l’aggravante mafiosa “nella piena consapevolezza” che il denaro utilizzato apparteneva al clan Grande Aracri. Dopo aver tentato di patteggiare a Bologna (richiesta rifiutata), il procedimento a suo carico è tornato a Reggio Emilia, dove ieri D’Agostino ha ripercorso le tappe del clan di ’ndrangheta, «che si è arricchito con la falsa fatturazione. In Aemilia abbiamo trovato poca droga ma patrimoni costruiti grazie alle false fatture, con veri e propri capitali poi riutilizzati grazie a imprenditori a disposizione, come Giuseppe Giglio».

Affrontare il caso Sorbolo è alquanto intricato: in nove anni avrebbe comportato sulla carta un investimento da 20 milioni di euro per realizzare 200 unità immobiliari, con vorticosi cambi di società edili e persino buste di contanti trasportato da autisti di bus della linea Crotone-Parma e conclusosi con il sequestro di 13 terreni e 133 appartamenti. D’Agostino sta ricostruendo la vicenda inquadrando il ruolo di Falbo – difeso dall’avvocato Simone Servillo – dovendo tornare a testimoniare anche nella prossima udienza.

E.L.T.

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