Sequestrato il telefono del giovane pusher per trovare i clienti
VILLA MINOZZO. Dovrà presentarsi ogni giorno dai carabinieri per firmare. Una misura che è stata disposta ieri dal tribunale di Reggio Emilia nei confronti del ventenne di Villa Minozzo arrestato perché trovato in casa con 75 grammi di marijuana, 580 euro in contanti e un bilancino.
Il ragazzo, difeso dall’avvocato Giuseppe Caldarola, ha detto al giudice Cristina Beretti di aver lavorato l’estate scorsa, ma poi di essere rimasto disoccupato. Ha ammesso quindi i fatti contestati affermando di aver spacciato solo per potersi pagare a sua volta il consumo personale di marijuana. L’accusa rivoltagli è di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. È stato individuato tramite l’attività di monitoraggio sugli assuntori di sostanze stupefacenti, che ha portato i carabinieri del nucleo radiomobile della Compagnia di Castelnovo Monti a mettere nel mirino il giovane, il quale da più parti veniva indicato come persona dedita alla compravendita di stupefacenti.
Il telefono cellulare del ragazzo è stato sequestrato perché a sua volta è oggetto di indagine approfondita da parte dei militari, per poter meglio ricostruire la catena della vendita della droga in montagna. Viste le indagini in corso, anche il difensore dell’indagato non si è opposto alla misura dell’obbligo di firma nonostante fosse incensurato. Le chat sono ora oggetto di verifiche, riportando chiare indicazioni di compravendita.
L’arresto era avvenuto con l’aiuto di una unità cinofila della polizia provinciale di Reggio Emilia. A casa del ragazzo sono state trovate le dosi e i soldi che sono considerati il provento dello spaccio. Nello smartphone del ventenne i carabinieri hanno subito trovato messaggi su varie piattaforme social che, seppure criptici, secondo l’Arma sono tracce dello spaccio.
L’arresto era avvenuto lunedì, poco dopo le 16.30, con il giovane rintracciato nella sua abitazione, che ha subito collaborato con i carabinieri. Ha consegnato loro due barattoli contenenti marijuana per un peso complessivo di 75 grammi. I militari hanno perquisito comunque l’abitazione, trovando un bilancino di precisione, materiale per il confezionamento delle dosi (numerose bustine in cellophane trasparente con chiusura ermetica), 580 euro in banconote di vario taglio e uno smartphone contenente numerosi messaggi ora al vaglio dei militari e della procura.
E.L.T.
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