Silvetti in Nepal per scalare e per insegnare informatica
L’alpinista si cimenterà con i 6.800 metri della montagna Ama Dablam Poi porterà computer in una scuola superiore dove resterà due settimane
Castelnovo Monti. C’è all’orizzonte una nuova sfida, sportiva e formativa, per l’alpinista e insegnante castelnovese Fabrizio Silvetti, già più volte in vetta a cime oltre quota 8.000 sulla cantena dell’Himalaya.
Silvetti ha una grande esperienza: ha scalato lo Shisha Pangma, nel 2013, il Gasherbrum 2, assieme a Samuele Sentieri, nel 2011, e nel 2017 il Manaslu.
Ora si pone una cima più contenuta, ma l’obiettivo della sua nuova spedizione è comunque molto “alto” e di certo non meno importante.
«Il 20 ottobre – spiega Silvetti – partirò per un nuovo progetto in Nepal che, oltre al tentativo di salita dell’Ama Dablam, montagna di 6.800 metri nella valle del Khumbu, prevede la dotazione alla Khumjung High School, unica scuola superiore della valle dell’Everest fondata da Sir Edmund Hillary, di dispositivi elettronici programmabili (notebook, microcomputer e microcontrollori) e la mia permanenza di due settimane presso la scuola per tenere un corso di programmazione informatica per docenti e ragazzi».
Il viaggio in Nepal sarà dunque l’occasione per un’importante azione di solidarietà. «La speranza è che conoscere l’utilizzo di nuovi strumenti tecnologici, applicabili anche a progetti di automazione, possa essere per loro una piccola opportunità in più per un futuro in Nepal».
Si tratta di un progetto che sta coinvolgendo tante realtà del territorio appenninico, aziende che hanno messo a disposizione il materiale tecnologico da portare alla scuola e che supportano l’iniziativa con il loro contributo.
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