Gazzetta di Reggio

Reggio

il ricordo 

Dai giochi in piazza a vent’anni di scuola vissuti insieme

T.S.

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Quando la tristezza prende il sopravvento e non ti lascia più.

Giocavamo da bambini in piazza Garibaldi sotto l’occhio attento delle nostre mamme, diventate col tempo amiche. Con Alessandro ho poi condiviso gli anni della gioventù, sempre in classe insieme: a Guastalla elementari, medie, liceo, persino l’università a Parma.

Cresci con una persona, poi ne perdi le tracce (è ovvio che non è facile tenersi in contatto quando i percorsi lavorativi sono differenti e non vivi più nello stesso paese) e all’improvviso vieni gelato dalla sua morte, e da lì capisci che troppo tempo è passato.

Certo, non è mancato qualche incontro sporadico, in cui è stato bello ricordare amici, aneddoti scolastici, conoscenze in comune specie a Reggio Emilia, dove il lavoro aveva portato entrambi. Con la sua memoria prodigiosa mi ha sempre strappato il sorriso, perché in vent’anni di scuola ne abbiamo davvero vissute tante – specie al liceo “Passerini” – e lui le ricordava tutte con quella sua ironia inconfondibile. In questo “Berti” era davvero unico.



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