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Il futuro di viale Umberto I è monocorsia Sulla strada passerà anche la Tranvia T1

Luciano Salsi
Il futuro di viale Umberto I è monocorsia Sulla strada passerà anche la Tranvia T1

In corso di realizzazione i lavori per il nuovo spartitraffico, più largo. Gandolfi rassicura: «Nessun disagio per le auto»

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Luciano Salsi

reggio emilia. Riuscirà Luca Vecchi a convincere i cittadini, riuniti in un combattivo comitato, della bontà della riqualificazione di viale Umberto I da loro aspramente criticata? La loro contrarietà è stata confermata, ma il sindaco si è rivolto anche ai 2.500 firmatari della mozione di iniziativa popolare, recandosi sul posto alcuni giorni fa per presentare con soddisfazione lo stato d’avanzamento dei lavori.

In quel momento stava per essere completata la piantumazione di quaranta tigli alti cinque metri che fanno parte dei 189 destinati a sostituire quelli tagliati. Inoltre era in corso di realizzazione il nuovo spartitraffico centrale che si protende senza interruzione dalla rotatoria di San Pellegrino a quella recente ultimata all’incrocio con via Codro.

I Jersey delimitano ancora il cantiere, restringendo le due carreggiate percorribili, mentre le reti di plastica rossa chiudono le aree interessate dalla piantumazione e dal restauro delle fontane laterali. «Stiamo entrando – ha sottolineato Vecchi – nella parte finale di questo progetto che ci consentirà di avere un viale più bello e accogliente. Lo spartitraffico delimiterà i due sensi di marcia ma soprattutto sarà la base per l’illuminazione centrale. Quindi alla fine avremo un viale molto più illuminato di oggi». Probabilmente nessuno avrà da obiettare sulla prevista fila di lampioni di gusto Liberty al centro della strada.

Il nuovo spartitraffico, però, è più largo di quello precedente e riduce lo spazio percorribile dalle automobili. C’è da chiedersi se ne rimarrà abbastanza per la tranvia T1 che, secondo il progetto di massima approvato dall’amministrazione comunale, unirà Rivalta alla stazione storica e alla Mediopadana di Mancasale percorrendo via Martiri della Bettola, viale Umberto primo, la circonvallazione Est, via Pansa, via Morandi e via Gramsci su un tracciato di 14,5 chilometri.

Il tratto coincidente con il viale in questione fa parte di quel 73 per cento di binari da posare in sede propria, cioè su corsie delimitate da strisce continue o cordoli e riservate ai tram di nuova generazione silenziosi, confortevoli e molto capienti. Ne risulterà un intralcio per le auto?

Lo esclude categoricamente Paolo Gandolfi, che in passato ha promosso importanti iniziative di mobilità sostenibile e legislazione stradale sia come assessore sia come deputato: «Viale Umberto I – spiega – coincide con la settecentesca passeggiata ducale che si distingue per la sua ampiezza. Il nuovo spartitraffico centrale, benché più largo, separa due carreggiate a loro volta divise in due corsie di tre metri. Quindi in futuro una corsia per lato potrà essere riservata ai tram, mentre sulle altre due transiteranno le automobili».

Ma i mezzi privati non potrebbero imbottigliarsi, avendo meno spazio a disposizione? «Il traffico – obietta – arriva nel viale già incanalato, provenendo da strade più strette».

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