Obbligo Green pass anche per i dipendenti in smart working
Coinvolti gli amministrativi in telelavoro assunti in Unimore Intanto ieri a Ingegneria sono tornate le lauree in presenza
REGGIO EMILIA. «L’università è già tornata in piena presenza, con controlli a tappeto al cento per cento. Quello che cambia per noi, a partire da lunedì 18 ottobre, è che quei pochi amministrativi che potevano lavorare in smart working senza vaccino avranno l’obbligo del Green pass anche per lavorare da remoto. Ma si tratta di una percentuale irrisoria». Giovanni Verzellesi, pro rettore di Unimore per Reggio Emilia nonché docente di Ingegneria, ha spiegato perché per il mondo universitario la giornata di domani passerà in sordina.
«Come per la scuola il “salto” per noi è avvenuto a settembre – spiega – con il decreto di agosto che prescriveva il ritorno prioritario delle attività in presenza con obbligo di Green pass. Da allora l’intero ventaglio delle persone che frequentano le strutture (docenti, amministrativi, tecnici e gli studenti) sono tenuti a mostrarlo per accedere alle lezioni e agli esami».
I controlli «a tappeto si svolgono ogni giorno nelle tre sedi reggiane (San Lazzaro, Palazzo Dossetti o ex caserma Zucchi ed ex seminario) e la situazione è tranquilla. Ad esempio ieri mattina ho fatto lezione in aula con cento studenti: a tutti è stato verificato il passaporto vaccinale, compreso il sottoscritto».
I dipendenti di Unimore sono circa 600, dei quali appena una quarantina a Reggio. «Per la maggior parte sono rientrati in presenza da settembre, siamo già a regime. L’unica differenza, valida per il solo personale tecnico e amministrativo, è che da lunedì, come per tutti i dipendenti pubblici, anche chi opera ancora in smart working dovrà essere munito di Green pass. Una frazione estremamente minoritaria, che non sarei in grado di quantificare con esattezza».
Le prove tecniche di normalità, intanto, si manifestano con le lauree. Ieri mattina ad esempio si sono svolte quelle magistrali di Ingegneria, con un numero massimo di persone esterne invitabili (per il neolaureato) di cinque. «Le lauree sono l’unica attività nella quale la normalità non è completa, perché coinvolgono familiari e pubblico e pongono problemi di gestione. Siamo in una fase di transizione: al momento le lauree triennali si svolgono a distanza, quelle magistrali (che sono un numero parecchio inferiore, ndr) in presenza, calmierando gli spettatori per evitare assembramenti e perché gli spazi sono limitati. Devo dire che le lauree in presenza sono molto apprezzate».
Am. P.
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