Altri due incidenti sulla via Emilia a Cella «Non c’è volontà di realizzare la variante»
Il comitato torna a chiedere più sicurezza: «Questa strada dovrebbe essere una priorità per Comune, Provincia e Regione»
Ambra Prati
REGGIO EMILIA. «Crediamo non ci sia un’autentica volontà di procedere con determinazione e celerità alla realizzazione della variante alla via Emilia nel tratto Cella-Calerno». Di fronte agli ennesimi incidenti che hanno paralizzato la via Emilia, Maria Cristina Guarnieri, vicepresidente del comitato delle frazioni di Cella, Cadè e Gaida – nato a seguito del sinistro costato la vita al dodicenne Youness Lakdar, investito da un furgoncino a Cella il 4 dicembre 2020 –, ha sottolineato i ritardi nella realizzazione della variante e pure della messa in sicurezza promessa dal Comune di Reggio per l’autunno. Ieri sono stati due gli incidenti che si sono verificati in poche ore: nel primo – al mattino – sono stati coinvolti una bici e un’auto; nel secondo – al pomeriggio – tre moto e un’auto. E il traffico è andato in tilt.
«La nostra riflessione parte innanzitutto dal rimarcare che questa strada dovrebbe essere da tempo nelle priorità degli enti locali tra Regione, Provincia e Comune, visto che anche ieri c’è stato un incidente in cui è stato investito un ciclista e poche settimane fa il drammatico incidente del camionista che ha perso la vita sfondando un’abitazione sulla via Emilia a Calerno», ha proseguito Guarnieri, che si è dichiarata stupita rispetto alla cifra indicata nei giorni scorsi dall’assessore regionale alle Infrastrutture Corsini, secondo il quale la variante costerebbe 100 milioni di euro.
«Ci lascia disorientati la cifra esorbitante dichiarata dall’assessore regionale, talmente elevata da giustificare un coinvolgimento di Anas e un necessario ritardo a chissà quando, in attesa della copertura finanziaria. Infatti più la cifra è alta, più è imprescindibile attendere l’intervento del Ministero – ha proseguito Guarnieri – Tuttavia da una nostra banalissima ricerca sul sito della Provincia di Reggio Emilia emerge che tutte le infrastrutture stradali realizzate negli ultimi decenni dopo il Duemila sono costate in media tra i dieci e i venti milioni di euro massimo, laddove riguardavano opere che necessitavano di ponti, sovrappassi o molteplici chilometri. Il dato che ci ha lasciato più sgomenti è che anche la variante da Cella a Calerno risulta secondo le stime della Provincia intorno ai 20 milioni di euro, tenuto conto che questa stima conteggia anche qualche chilometro del tratto di Tangenziale San Prospero-Corte Tegge, già approvata e finanziata. Tale incongruenza tra quanto dichiarato da Corsini e quanto preventivato dalla Provincia stessa merita un chiarimento per i cittadini, che sono sempre più consapevoli dell’atteggiamento approssimativo con cui è stata trattata la questione fino ad oggi. L’immobilismo di tutti gli enti locali è stato solo scalfito dai morti e dai frequenti feriti che non possono più essere ignorati».
Anche per quanto riguarda le opere per la messa in sicurezza della via Emilia «i tempi si stanno allungando drammaticamente, per l’attesa della risposta del bando ministeriale, quando in realtà sarebbe necessario procedere per direttissima alla progettazione per accelerare l’inizio dei lavori, prima che muoia qualcun altro».
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