Pestaggio e spari in aria fuori dalla discoteca Sotto indagine 15 giovani
Aggrediti al Rockville cinque ragazzi: uno è ricoverato con la mascella rotta L’agguato viene ripreso dai testimoni e i carabinieri rintracciano i responsabili
Enrico Lorenzo Tidona
CASTELLARANO. Presi, massacrati di botte e rapinati solo perché passavano lì accanto. È il futile movente che ha portato una quindicina di ragazzi domiciliati nel Modenese ad aggredire con furia cieca altri cinque giovani che avevano appena lasciato la discoteca Rockville per fare ritorno a casa. Una violenta aggressione avvenuta ieri alle 4.30, all’uscita del locale tempio del rock nella zona ceramica, che si divide tra il Reggiano e il Modenese.
Il pestaggio è terminato con due degli aggrediti finiti in ospedale: uno con la mascella rotta e 40 giorni di prognosi, l’altro con diverse ferite e una prognosi di 15 giorni. Un’azione brutale che poteva restare senza responsabili vista l’ora e il luogo isolato, se non fosse per l’aiuto concesso da dei giovani presenti, che hanno allertato i carabinieri e ripreso quella furia cieca con i loro telefonini, con i quali hanno inquadrato vittime e responsabili, assicurando questi ultimi alla giustizia secondo quanto già comunicato dai carabinieri, che hanno ricostruito la violenta vicenda.
L’episodio è scaturito dall’arrivo di una quindicina di giovani tra i 20 e i 25 anni, italiani, albanesi e nordafricani, che senza alcun apparente motivo hanno brutalmente aggredito quattro ragazzi e una ragazza tra i 18 e i 25 anni, questi invece giunti dalla vicina Casalgrande, dove risiedono. I cinque amici hanno passato la serata insieme ad altre decine di giovani al Rockville, situato in via Radici Sud a Castellarano. Una serata filata via liscia e durata a lungo, con la piccola compagnia che si è portata verso il parcheggio distante circa un centinaio di metri dall’uscita del locale, che stava chiudendo i battenti.
Proprio mentre il gruppetto di amici si apprestava a rientrare a casa è partito un attacco violento e gratuito da parte dell’altro gruppo, ben più numeroso e di giovani poco più grandi, che si sono scagliati senza freni sui loro incolpevoli coetanei.
La sequenza è terribile ed è stata immortalata nei video dei testimoni, già acquisiti dai carabinieri. Si vede nitidamente che un gruppo numeroso di ragazzi si fa sotto un paio di altri giovani, uno dei quali viene picchiato. Uno degli aggressori a un certo punto sferra un calcio su uno degli aggrediti che era già a terra, poi si gira e se ne va come se nulla fosse. A illuminare la scena nel parcheggio avvolto dal buio sono poi delle auto che si fanno sotto il gruppo che si è formato attorno ai giovani colpiti. Un ragazzo scende da una delle vetture e l’auto sembra avanzare pericolosamente senza controllo.
La scena è agghiacciante: i ragazzi presi di mira sembrano non trovare pace, sopraffatti dal branco che li picchia senza remore e senza un motivo che ne giustifichi la foga.
Il pestaggio non basta: i testimoni sentono nitidamente due colpi di pistola sparati in aria da un’arma estratta da uno degli aggressori e che si rivelerà poi essere una scacciacani, come accertato in seguito dai carabinieri. Ma non finisce lì: a uno dei giovani aggrediti viene strappata via anche la collanina.
Nelle immagini si vedono altri ragazzi nel parcheggio praticamente vuoto a quell’ora. Uno di questi prende il telefono e chiama i carabinieri, che quando arrivano trovano solo feriti e testimonianze da raccogliere. Il branco si è infatti dileguato, ma la fuga avrà vita breve.
Sul posto arrivano le ambulanze inviate dal 118. I ragazzi feriti vengono portati al pronto soccorso di Sassuolo e il più grave verrà poi ricoverato in ospedale a Modena.
Partono subito le indagini dei carabinieri del nucleo operativo di Castelnovo Monti insieme ai colleghi delle stazioni di Castellarano e Baiso con l’aiuto dei testimoni e del materiale video raccolto.
Buona parte dei responsabili dell’aggressione è stata subito identificata: su di loro pendono ora accuse che vanno dal concorso in rissa aggravata a lesioni personali aggravate fino alle esplosioni pericolose e rapina. Comincia la sfilata in caserma, con interrogatori e indagini anche per valutare il Daspo urbano.
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