Arrestati in Germania e Polonia gli ultimi “Kanonieri curdi”
In manette due georgiani latitanti dal 9 febbraio e ritenuti elementi di spicco della maxi banda specializzata in furti in appartamenti
REGGIO EMILIA. Due georgiani di 41 e 44 anni – latitanti dell’operazione Kanonieri curdi – sono stati catturati in Polonia e in Germania, dove sono finiti in manette grazie alla collaborazione della polizia europea.
Entrambi erano già stati arrestati in flagranza a Reggio Emilia nel 2016, ma scarcerati erano riusciti a fuggire all’estero. Si chiude così il cerchio intorno all’indagine della Squadra Mobile che, il 9 febbraio scorso, aveva consentito di eseguire in tutta Italia e in mezza Europa 62 misure cautelari detentive (58 in carcere e quattro ai domiciliari), ottenute dal pm Isabella Chiesi e firmate dal gip Andrea Rat della procura di Reggio Emilia.
Un’associazione a delinquere di matrice georgiana, specializzata in furti in abitazione: la nostra città era l’epicentro, il punto di partenza o di arrivo per le scorribande nel nord Italia (113 gli episodi contestati, 55 dei quali nel reggiano) dei professionisti. L’Interpol ha rintracciato in Polonia un georgiano di 41 anni detto Giorgi. Quest’ultimo, secondo le indagini, era il responsabile di una cellula dedita ai colpi e composta da giovani connazionali: «Ragazzi di cui non si deve parlare al telefono», diceva nelle intercettazioni.
Il 41enne, insieme ad un altro responsabile della banda, aveva la disponibilità di chiavi alterate e grimaldelli che utilizzava anche per formare le giovani leve di criminali insegnando loro il “marchio” distintivo del gruppo: come forzate le serrature senza lasciare alcuna traccia visibile a occhio nudo.
In Germania è stato invece rintracciato un georgiano di 44 anni, considerato elemento di spicco del gruppo: era specializzato nel reset degli apparecchi informatici derubati. Il 44enne aveva un fratello detenuto in Russia per rapina, con il quale però riusciva a parlare per telefono si presume grazie ad un cellulare fatto arrivare in carcere. Proprio le conversazioni captate tra i fratelli hanno restituito la dimensione internazionale dell’associazione operativa in Italia, Turchia, Russia, Austria, Spagna e guidata, in ciascun luogo, da un referente.
Am. P.
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