Ultimo giorno di vaccini al polo delle Fiere «Così si chiude la fase 1»
Dopo oltre nove mesi di lavoro domani inizierà lo smantellamento dei box Marchesi: «Il mega hub non ha più senso, oggi concludiamo un capitolo»
Ambra Prati
REGGIO EMILIA. Sono state il luogo simbolo della pandemia e del periodo più buio: quando ancora non si intravedeva la luce in fondo al tunnel del Covid, migliaia di reggiani hanno trovato un approdo all’interno dei capannoni.
Oggi invece sarà l’ultimo giorno di attività dell’hub vaccinale alle Fiere di Reggio Emilia, il più grande della provincia. Dopo poco più di nove mesi (inaugurato l’8 gennaio, aveva aperto al pubblico tre giorni dopo) da domani inizierà lo smantellamento dei box vaccinali che anche ieri hanno attirato giovani e anziani in carrozzella accompagnati dai loro famigliari. La concitazione tipica dell’emergenza è svanita, sostituita da un’affluenza ridotta e flemmatica.
La chiusura dell’hub coincide con la fine della fase uno, quella emergenziale, per passare ad una fase – si spera più ordinaria – della vaccinazione.
I NUMERI
Tra i capannoni abbandonati delle ex Fiere è stata allestita la maggiore struttura provinciale, destinata a quella che è stata la prima vaccinazione di massa del Duemila.
I numeri, raccontati dal direttore delle professioni sanitarie, Sandra Coriani, possono solo suggerire lo sforzo titanico. «Dall’8 gennaio al 17 ottobre qui sono state somministrato 361mila dosi di vaccino e si sono avvicendati una settantina di medici, una sessantina di infermieri, un quarantina di amministrativi, una decina di operatori socio-sanitari e oltre mille volontari».
La Coriani ha ringraziato in modo particolare i rappresentanti del mondo del volontariato (Protezione Civile, Croce rossa, carabinieri in congedo, associazione nazionale alpini) che hanno contribuito, in tutti i punti vaccinali e non solo in via Filangieri, al trasporto, alla gestione dei percorsi e a fornire informazioni.
«Il numero medio del personale che ha garantito le attività nei diciotto box presenti è, a pieno regime, 22 infermieri, 18 medici, quattro operatori socio-sanitari e 12 volontari per ogni turno, oltre ai responsabili che hanno presieduto alle attività per ogni settore. Se si considera che i turni erano due, ma siamo arrivati a tre fino a mezzanotte, nei periodi di picco, significa che qui hanno lavorato ogni giorno dalle 62 alle 186 persone che si sono occupate dell’accoglienza di 2.500 cittadini come media giornaliera, raggiungendo talvolta le 3.100 vaccinazioni».
FIORI ALL’INFERMIERA
In rappresentanza di questa marea di personale è stato consegnato un mazzo di fiori a Patrizia Leoni, l’infermiera responsabile della gestione dell’hub. «Patrizia ha trasferito la sua casa qui», ha detto la Coriani all’atto della consegna. «Non sono io che ho fatto la differenza. Sono stata fortunata perché ho trovato tantissime persone che mi hanno aiutato», ha risposto la Leoni.
più del 90% DI VACCINATI
«Le Fiere hanno ospitato anche il centro vaccinale di Unindustria e quei medici di famiglia che hanno preferito venire qui anziché restare nei loro studi – ha poi evidenziato la direttrice generale dell’Ausl, Cristina Marchesi –. Via Filangieri è stato davvero un punto di accentramento per l’intera provincia».
A lei è toccato il compito di chiarire la percentuale provinciale di vaccinati: «Se calcoliamo sulla popolazione residente del primo gennaio 2021 siamo all’89% di vaccinati sulle prime dosi e all’86% sulle seconde. Ma se si prendono in considerazione i vaccinati che hanno un medico di base nel reggiano, quindi i veri residenti, siamo oltre il 90%. Ora lo spazio è sovradimensionato rispetto alle esigenze, il lavoro è diminuito. Il mega hub ha terminato il proprio compito, bastano strutture più piccole per i numeri che ci aspettiamo nei prossimi mesi».
Anche se ora, vedendo alle spalle il periodo peggiore, si prova «un po’ di “magone” a lasciare questo luogo. Però è un capitolo che si chiude e prosegue con un’altra modalità: significa che stiamo andando bene. Essere qui in questo momento di tensione per il Paese è una soddisfazione. A Reggio non abbiamo registrato particolari problemi, lo dicono i numeri».
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