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l’udienza preliminare 

Appalti, anche la pm Salvi è d’accordo «Processo a Parma su tre accuse a Gnoni»

Tiziano Soresina
Appalti, anche la pm Salvi è d’accordo «Processo a Parma su tre accuse a Gnoni»

Vicende nei panni di giudice tributario. “Sì” pure al taglio di 5 mesi d’intercettazioni. L’ultima parola spetta al gup Rat

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Tiziano Soresina

reggio emilia. Ancora sorprese nell’udienza preliminare – davanti al giudice Andrea Rat– relativa ad una delle vicende politico-giudiziarie più delicate per la nostra città, con nel mirino della magistratura il municipio: 24 imputati, gare pubbliche considerate irregolari per 27 milioni di euro.

Stavolta il colpo di scena arriva dalla pm Valentina Salvi che ha esposto – in circa mezz’ora – le sue repliche sulle eccezioni preliminari presentate dai difensori. E il magistrato inquirente ha dato parere favorevole al trasferimento della competenza al tribunale di Parma per tre ipotesi di reato che riguardano Santo Gnoni, ex dirigente del servizio legale del Comune di Reggio e all’epoca dei fatti anche membro della commissione tributaria provinciale. E visto che proprio il reato più grave sarebbe stato commesso da Santo Gnoni a Parma, anche per la pm Salvi la competenza territoriale si radica oltre Enza, investendo per connessione tre capi d’imputazione. Come ricostruito dalla Procura, a cavallo fra il dicembre 2013 e il gennaio 2014 Santo Gnoni (nelle vesti di giudice della Commissione tributaria di Reggio Emilia) avrebbe sollecitato – a Parma – al legale di un contribuente il pagamento di 15mila euro, in cambio dell’accoglimento del ricorso, favorendo così il contribuente stesso che era finito nella “rete” di un accertamento dell’Agenzia delle Entrate.

Sempre con l’accusa di istigazione alla corruzione e come giudice tributario Gnoni, fra il 13 e il 15 ottobre 2015, si sarebbe recato per lavori di manutenzione in un’autofficina di Reggio Emilia con la sua macchina (una Renault Clio) e ai due titolari avrebbe detto non solo di essere il giudice che aveva in mano la loro pratica (il ricorso legato sempre ad un accertamento dell’Agenzia delle Entrate), ma affermando come prova che aveva casualmente il fascicolo con sé. Per l’accusa un “preambolo” per non pagare le riparazioni all’auto, prospettando di favorirli nella causa. Infine per gli inquirenti, fra l’aprile e il maggio 2016, Santo Gnoni sempre come giudice tributario avrebbe affidato ad un legale (estraneo alla Commissione tributaria) dei fascicoli processuali per la predisposizione delle minute delle sentenze, rivelando notizie dell’ufficio che dovevano rimanere segrete.

Poi la pm Salvi ha toccato il tasto delle intercettazioni, dando anche in questo caso un inatteso parere favorevole per l’inutilizzabilità delle frasi captate che vanno dal febbraio al luglio 2016. Anche in questo caso tre i capi d’imputazione interessati. Una vicenda inquadrata come falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici. Cinque gli imputati per la procedura pubblica di gara per la nomina nel 2016 del direttore Asp di Reggio Emilia: tre membri (Santo Gnoni, Anna Messina e Valeria Sborlino) della commissione incaricata di selezionare i candidati da sottoporre al cda dell’Asp, ma anche Daniela Agosti (responsabile del procedimento) e Raffaele Leoni (presidente Asp). Nelle 5 sedute e relativi verbali, sarebbe stato falsamente attestato che Gnoni, Messina e Sborlino erano presenti. Un’altra accusa – turbata libertà degli incanti – si rifà a 5 anni fa e ad un bando che i finanzieri considerano “confezionato su misura”, e riguardante la ricerca di due avvocati e l’affidamento dell’appalto di servizi legali, per un periodo di 12 mesi e un valore di 60mila euro. Nei guai Santo Gnoni (dirigente comunale firmatario della determinazione), Roberto Montagnani (presidente della commissione di gara), Paolo Coli (avvocato, membro della commissione), e i due avvocati aggiudicatari della gara (Matteo Fortelli e Roberta Ugolotti). Imputata pure Lorenza Benedetti (dirigente comunale Pianificazione) perché avendo appreso da Gnoni che sarebbero stati favoriti due candidati, non presentò denuncia. Ora vedremo cosa deciderà sulle eccezioni preliminari il gup Rat nell’udienza del 9 novembre.

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