Gazzetta di Reggio

Reggio

I sindacati uniti ricevuti in prefettura «Garantire i tamponi a tutti i lavoratori»

L. G.
I sindacati uniti ricevuti in prefettura «Garantire i tamponi a tutti i lavoratori»

Una delegazione dal prefetto per dare piena applicazione al decreto: «Senza altri oneri per farmacisti e operatori»

3 MINUTI DI LETTURA





reggio emilia. Dare concreta applicazione al decreto che ha introdotto l’obbligo del green pass nei luoghi di lavoro. Ovvero garantire a tutti i dipendenti non vaccinati la possibilità di ricevere un tampone che, viene ribadito, «dovrebbe essere a carico delle aziende».

È stato un incontro lungo, «cordiale e fruttuoso» quello che si è svolto ieri in Prefettura fra i segretari provinciali di Cgil, Cisl e Uil e il prefetto di Reggio Emilia, Iolanda Rolli. I sindacati hanno chiesto «che venga data piena applicazione al decreto e, pertanto, che farmacie e ambulatori medici siano messi nelle condizioni di garantire i tamponi a chi ne farà richiesta, senza che ciò si traduca in ulteriori oneri per farmacisti e operatori sanitari».

Se infatti la via maestra rimane quella della promozione della vaccinazione, d’altro canto le organizzazioni sindacali non intendono «lasciare indietro nessuno. E se c’è una legge che prevede che col tampone negativo si possa accedere ai posti di lavoro, i tamponi debbono essere garantiti».

Al termine dell’incontro il prefetto si è quindi impegnata a effettuare una verifica delle eventuali criticità sul territorio e fornirne successivamente un riscontro, mentre è stata colta anche l’occasione «per evidenziare i principali punti controversi della normativa, chiedendo alla Prefettura di farsi portatrice al Governo delle nostre osservazioni. Tra questi il presunto obbligo per i lavoratori sprovvisti di green pass di presentarsi ogni giorno comunque sul luogo di lavoro, che per noi non ha senso».

In merito all’onere economico dei tamponi, precisa poi Cristian Sesena, segretario provinciale Cgil, «dovrebbe essere a carico delle aziende. Il Governo, al contrario di quanto richiesto da noi, dalla Cisl e dalla Uil, ha deciso di non disporre l’obbligo vaccinale ma optare per un’operazione legata al green pass, qualificandolo come strumento di protezione, salute e sicurezza nel luogo di lavoro».

Quindi, prosegue Sesena, «tutto quello che rientra in questa sfera è a carico delle imprese. Faccio un esempio: se devo applicare nelle norme antincendio non chiedo al lavoratore di portarsi da casa l’estintore pagato di tasca sua. Ciò detto, il Governo può comunque attuare delle forme parziali di credito di imposta per far recuperare ai datori parte di questi costi, così com’era già accaduto per le mascherine o per l’adeguamento dei luoghi di lavoro».

Durante il tavolo in prefettura, infine, l’Ausl ha anche fornito il dato aggiornato sulle vaccinazioni in provincia di Reggio: l’ 87,5% dei residenti ha avuto almeno una dose, mentre sono 12.500 i reggiani che hanno già ricevuto la terza. Tuttavia il 12,5% della popolazione non si è ancora vaccinata, dato che corrisponde a circa 54mila cittadini, in larga parte lavoratori.

Un dato «non certo trascurabile – concludono i sindacati – che dovrebbe portare tutti a garantire con responsabilità la piena applicazione di quanto previsto dalla legge, anche al fine di evitare ulteriori motivi di tensione».

L. G.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google