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Agguato all’ex fidanzata strattonata per i capelli: condannato a 8 mesi

E.L.T.
Agguato all’ex fidanzata strattonata per i capelli: condannato a 8 mesi

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NOVELLARA. Si erano lasciati, ma lui non si era dato per vinto utilizzando però la violenza.

Per questo motivo un 40enne di Novellara si è presentato dalla ex dicendole che se non gli dava ascolto le avrebbe danneggiato l’auto, costringendola poi a entrare in casa e facendole tirare fuori il cellulare per controllarne i contenuto, aggredendola poi e strattonandola per i capelli, desistendo solo all’ultimo dal lanciarle contro una bottiglia di vetro. Una vicenda avvenuta nel febbraio del 2016 e che è giunta ieri a sentenza davanti al collegio presieduto dal giudice Simone Medioli con a latere i giudici Chiara Alberti e Stefano Catellani, che hanno condannato il 40enne a 8 mesi di reclusione contro gli oltre due anni chiesti dal sostituto procuratore Maria Rita Pantani.

Sull’imputato, difeso dall’avvocato Mattia Fontanesi, gravavano in realtà cinque capi di imputazione per la medesima vicenda. Oltre alla violenza privata, ritenuta fondata dai giudici, c’era poi un’accusa di lesioni personali inflitte sempre lo stesso giorno, secondo l’accusa, legata agli strattoni con i quali avrebbe causato dolori al collo, fatto non considerato veritiero dai giudici.

C’era poi un’accusa di tentate lesioni personali con l’aggravante, anche quella caduta perché l’uomo avrebbe solo compiuto il gesto di lanciarle contro la bottiglia, che ha poi posato perché brandendola è cominciato a uscire il liquido che gli si è rovesciato addosso.

L’imputato era stato anche accusato di rapina impropria e danneggiamento, anche questi finiti con un’assoluzione. La prima per aver preso un busta con dei soldi poi restituiti, la seconda per il danneggiamento della porta di casa.

L’impianto accusatorio è stato quindi ridotto nella sua portata, riconoscendo solo l’accusa di violenza privata subita dalla donna, poco più grande dell’ex fidanzato, che ha dovuto subire le sue angherie cercando poi giustizia con il procedimento penale per il quale l’uomo è stato rinviato a giudizio e poi condannato dal tribunale di Reggio.

E.L.T.

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