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«Ortopedia depotenziata e ritardi al Pronto soccorso»

Adriano Arati
«Ortopedia depotenziata e ritardi al Pronto soccorso»

Il consigliere d’opposizione Santoro interroga sul futuro dei due reparti del Magati «Il distretto sanitario sovrintende ad oltre 80.000 cittadini che meritano servizi»

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Adriano Arati

SCANDIANO. Che fine ha fatto l’ortopedia dell’ospedale scandianese? E cosa ne sarà del pronto soccorso? Torna a porre domande sul futuro dei due reparti “in bilico” del Magati di Scandiano, il consigliere di opposizione Angelo Santoro.

Il pronto soccorso è chiuso dal marzo 2020, dalla riorganizzazione della rete sanitaria nel pieno dell’emergenza pandemica, ora sono in corso dei lavori da oltre un milione di euro per renderlo nuovamente fruibile secondo i nuovi parametri. L’ortopedia prosegue la sua attività dopo un riassetto di personale e struttura, un nuovo corso che non convince Santoro.

«Ormai è irrimediabilmente day hospital. Infatti, già da un po’ vengono effettuati solo interventi minori, in quanto nel nostro ospedale non c’è più la possibilità di ricoverare i pazienti, e quando si presenta l’emergenza i malati vengono immediatamente trasportati al Santa Maria» dichiara.

E continua: «Di fatto, l’ortopedia scandianese è stata traslocata a Castelnovo Monti: parte degli interventi più importanti vengono effettuati al San’Anna, a Villa Verde. Scandiano è diventato un via vai dove i medici arrivano e partono in giornata e in base alla diagnosi intervengono sui malati i quali, anche loro, arrivano da tutta la provincia, pur avendo spesso l’assistenza ortopedica nell’ospedale di casa».

Santoro cita come esempi alcuni conoscenti guastallesi inviati al Magati per alcune visite. In questo quadro, gli interrogativi si allargano sul tanto atteso ripristino del punto per le emergenze. «Ci chiediamo se usciremo ad inaugurare il pronto soccorso entro novembre, o magari, così come è successo all’ortopedia, alla fine si partorisca un topolino ed il tutto si ridurrà ad un’assistenza di primo intervento…com’era vent’anni fa! Il distretto sanitario di Scandiano sovrintende ad oltre 80.000 cittadini che non meritano venga applicata la politica del gambero», è il timore di Santoro. Ma perché assistenza di primo intervento? Perché, afferma il consigliere comunale, «non è presente il presidio di chirurgia 24 ore su 24, necessario per un vero e proprio pronto soccorso, e va considerata pure la preoccupante mancanza di personale medico». Nelle scorse settimane, sempre Santoro aveva chiesto chiarimenti al distretto Ausl scandianese sulle tempistiche del cantiere del pronto soccorso. Le risposte parlano di un ritardo dovuto a un problema nazionale che sta creando difficoltà in ogni percorso edile, il rincaro elevatissimo di molte materie prime e di molti prodotti dovuto alla loro scarsa reperibilità. Per restare in zona, la costruzione della Casa della salute di Casalgrande è ferma per la medesima questione. L’intervento è stato poi effettuato sul precedente edificio, nel corso dei lavori di demolizione sono emerse alcune varianti che hanno portato a un cambio in corsa delle procedure. Questi inciampi non dovrebbero portare a slittamenti, la riapertura a oggi è sempre fissata per la fine di novembre.

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