Sì al sequestro di beni chiesto dalla figlia di Ilenia
I giudici danno mandato alla Finanza di sottoporre a vincolo i capitali di Barbieri e Nanni per un totale di due milioni
REGGIO EMILIA. Si deciderà alla fine dell’istruttoria l’istanza di perizia psichiatrica chiesta dalla difesa del 53enne reggiano Pierluigi Barbieri, noto come “Zingaro”, accusato di essere l’esecutore materiale dell’uccisione di Ilenia Fabbri, la 46enne ammazzata nella sua abitazione a Faenza il 6 febbraio scorso. È quanto stabilito ieri dalla Corte d’Assise di Ravenna, che ha accolto la richiesta di sequestro conservativo avanzata da Arianna, la 21enne figlia di Ilenia, nei confronti dei due imputati per l’omicidio. Se Pierluigi Barbieri – reo confesso – è infatti considerato l’esecutore materiale del delitto, l’accusa considera l’ex marito della vittima e padre di Arianna, Claudio Nanni, il mandante. Per il procuratore capo Daniele Barberini e il sostituto procuratore Angela Scorza, Nanni è la persona che spinta dal desiderio di risolvere la causa di lavoro nella quale l’ex moglie Ilenia Fabbri gli chiedeva 500mila euro, ha chiamato il sicario reggiano, fornendogli le chiavi di casa e le istruzioni per sorprendere l’ex consorte nell’abitazione di via Corbara, uccidendola per un compenso di 20mila euro e un’auto usata.
Ieri si è svolta la seconda udienza del processo. E la Corte d’Assise, accogliendo la richiesta di sequestro avanzata dalla figlia di Ilenia, ha incaricato la Finanza di identificare i beni da sottoporre a vincolo: Arianna si è costituita parte civile nella prima udienza, lamentando un danno da due milioni. Come testimoni sono stati sentiti il dirigente della squadra mobile di Ravenna, Claudio Cagnini, i poliziotti delle volanti intervenuti sul luogo del delitto e due vicini di casa di Ilenia. Nella prossima udienza, il prossimo 29 ottobre, verranno sentite la figlia di Ilenia e l’amica che era in casa al momento dell'omicidio.
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