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La Corte obbliga Abbatino a testimoniare

La Corte obbliga Abbatino a testimoniare

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reggio emilia. Slitta ancora la testimonianza dell’ex boss della banda della Magliana, Maurizio Abbatino, nel processo sulla strage del 2 agosto 1980 a carico di Paolo Bellini, Piergiorgio Segatel e Domenico Catracchia.

La Corte d’Assise di Bologna ha infatti ricevuto, spiega il presidente Francesco Caruso, «una lunga lettera dell’avvocato di Abbatino, Rosario Scognamiglio», in cui si legge che il testimone, che avrebbe dovuto deporre ieri alle 12 in videoconferenza su richiesta delle parti civili, «non se la sente di venire, non si sente protetto, è stato chiamato troppo in fretta e non ha risorse, tutta una serie di argomenti che evidentemente non giustificano il rifiuto di testimoniare, ma che in questo momento attestano che non ci sarà».

Per non testimoniare oggi, inoltre, Abbatino si è avvalso di un certificato medico che sarà recapitato alla corte nei prossimi giorni. Tuttavia Caruso, accogliendo anche le rimostranze sia dei legali di parte civile, sia dei difensori di Bellini, ha riprogrammato per il 3 novembre alle 11 l’audizione di Abbatino.

Dando mandato al servizio centrale di protezione – che si occupa di tutelare i testimoni e i collaboratori di giustizia come l’ex boss della banda della Magliana – di «provvedere all’accompagnamento del teste nel sito riservato» da cui dovrà collegarsi in videoconferenza, rilevando che «evidentemente Abbatino ha un contenzioso con il servizio di protezione, e ce lo fa scontare sottraendosi finché può».

Il testimone, ricorda infatti il presidente della Corte, era già stato citato il 24 settembre e anche in quell’occasione aveva prodotto un certificato medico.

Caruso ha inoltre confermato l’accompagnamento coatto per un altro testimone che avrebbe dovuto deporre ieri e che invece non è venuto in aula. Si tratta dell’ex estremista di destra Paolo Marchetti, per il quale era già stato disposto l’accompagnamento coatto, provvedimento che però non è stato eseguito in quanto il testimone ha prodotto un certificato in cui il suo medico afferma che è intrasportabile, non specificando però quale sia la patologia di cui soffre.

Sulla scarsa attendibilità del certificato difesa e parti civili, per una volta, concordano: secondo il legale di parte civile Andrea Speranzoni, infatti, «forse andrebbe interpellato il medico, perché il certificato non spiega quali siano le patologie. Francamente mi sembra un linguaggio più curiale che scientifico».

Mentre Antonio Capitella, difensore di Bellini, definisce «risibile» il documento. Della stessa opinione Caruso, che ha confermato l’accompagnamento coatto di Marchetti per la prossima udienza in quanto «la sua attestazione è sprovvista di plausibile e verificabile giustificazione».

Nato e cresciuto a Roma nei pressi d’una stradina della Magliana, Abbatino, conosciuto con il soprannome di “Er Crispino”, è stato a lungo uno dei boss della famigerata banda romana, tra le più potenti e pericolose mafie italiane tra la fine degli anni Settanta e gli inizi degli anni Novanta.

Arrestato e poi riuscito a fuggire in Sud America, fu infine arrestato a Caracas nel gennaio del 1992 grazie a una sua telefonata alla madre per diventare, poco tempo dopo, collaboratore di giustizia.

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