Gazzetta di Reggio

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Il retroscena 

Nella latitanza beveva in un ruscello vicino alla casa dei genitori di Zhou

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Durante l’udienza, dalle parole di periti e consulenti, sono usciti alcuni aspetti inediti di questa tragica vicenda. Nei giorni di latitanza Hicham Boukksid si era nascosto vicino a un ruscello (dove andava a bere in quelle giornate caldissime, nonostante avesse visto dei pesci morti nelle acque) ma senza mai allontanarsi più di tanto dalla casa dei genitori della vittima. «Questo fatto ha avuto un peso sulla valutazione della sua personalità – rimarca il perito Gianfranco Rivellini – perché anche nella latitanza il suo mondo affettivo continuava a gravitare attorno a quell’amore patologico». Una lettura alterata della realtà che viene inquadrata in altre situazioni: il casuale ritrovamento vicino al bar Moulin Rouge di una maglietta che lui interpreta come un gesto d’amore della ragazza, oppure il rapporto normale con un cliente da parte della barista che lui “legge” come un tradimento, una presa in giro.



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