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Saman: Pakistan e Italia in trattativa per i genitori

Alessandro Cagossi
Saman: Pakistan e Italia in trattativa per i genitori

Un secondo incontro tra il sindaco e il console Chaudhry è avvenuto giovedì  Per l’invio dei carabinieri nel Paese asiatico servono precise regole d’ingaggio 

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NOVELLARA. Caso Saman Abbas: un secondo incontro, dopo quello di giugno, si è tenuto giovedì pomeriggio nella sala civica della rocca gonzaghesca tra il sindaco del Comune di Novellara Elena Carletti e le autorità pakistane, rappresentate dal console generale Manzoor Ahmad Chaudhry e dalla viceconsole Syeda Shafaq Hashmi. Presente all’incontro anche il comandante della locale stazione dei carabinieri, Pasqualino Lufrano.

L’INCLUSIONE

«Durante l’incontro abbiamo ribadito la necessità di collaborare, non solo sulla vicenda giudiziaria ancora aperta, ma anche per favorire l’inclusione delle donne e della comunità pakistana più in generale», ha scritto il sindaco Carletti sulla sua pagina Facebook che ha, di fatto, reso noto l’incontro solo dopo il suo svolgimento. Si sarebbe, infatti, tenuto nel massimo riserbo per evitare la presenza dei media.

Stando a indiscrezioni, il console avrebbe fatto sapere di essere destinato ad altro incarico, e che quindi a breve lascerà il consolato di Milano, ma ha assicurato di avere già informato il suo successore su quanto fatto in merito alla vicenda di Saman Abbas. Il console ha ribadito la volontà del governo pakistano di collaborare con le autorità italiane per la cattura dei genitori della 18enne pakistana, Shabbar Abbas e Nazia Shaheen, ritenuti dagli inquirenti reggiani i mandanti dell’omicidio della figlia.

I due, dopo aver preso un volo dalla Malpensa per il Pakistan all’indomani della scomparsa della ragazza, avrebbero trovato rifugio a Charanwala, nel Punjab pakistano, villaggio di provenienza del clan, dove godono dell’appoggio della popolazione locale.

Dall’incontro è trapelato che proprio il governatore del Punjab, Mohammad Sarwar, ha avuto nei mesi scorsi un colloquio con il console che lo ha tenuto informato sugli sviluppi della vicenda.

Anche il governo pakistano verrebbe tenuto costantemente aggiornato da parte di consolato e ambasciata.

L’ASSOCIAZIONE

All’incontro a porte chiuse tra le autorità ne è seguito un altro con alcuni esponenti della comunità pakistana della Bassa, al quale hanno partecipato anche tre giovani donne pakistane (di Novellara, Campagnola e Reggiolo), nell’intento di coinvolgerle attivamente nel processo di integrazione della comunità pakistana ed, eventualmente, nella creazione dell’associazione pakistana di Novellara.

Un obiettivo su cui tanti attivisti pakistani, tra i quali la mediatrice culturale Saadia Parveen e il giornalista Anwar Mohammed di Campagnola, l’imprenditore Imran Rome di Santa Vittoria di Gualtieri e il mediatore culturale Atif Nazir di Suzzara (Mantova), stanno lavorando da mesi, per creare un canale comunicativo con l’amministrazione locale e la collettività novellarese.

A Novellara, infatti, sono circa 500 i pakistani presenti sul territorio, la comunità più numerosa dopo quella indiana e cinese, anche se fino a ora non è mai esistita una vera e propria associazione di rappresentanza.

la collaborazione

Era stato proprio il consolato di Milano, all’indomani della scomparsa di Saman Abbas, a far pervenire un messaggio agli amministratori locali novellaresi, in cui chiedeva informazioni e offriva collaborazione. Un primo incontro avvenne il 18 giugno, durante il quale il console Chaudhry assicurò «l’assoluta volontà di gestire il caso nel modo più appropriato: appena avremo ricevuto dalle autorità italiane la richiesta di estradizione, la polizia pakistana si metterà all’opera per la cattura degli Abbas».

LA ROGATORIA

La rogatoria internazionale per l’arresto e l’estradizione dei genitori di Saman Abbas è stata emessa il 5 luglio scorso dalla procura di Reggio Emilia, che ha inoltrato la richiesta di internazionalizzazione del caso alla Procura generale della Repubblica, con sede a Roma, cui spetta l’attivazione del ministero della Giustizia, che ha poi notificato la richiesta di estradizione alle autorità pakistane. Questa rogatoria ha, come ostacolo maggiore per la sua efficacia, l’assenza di accordi bilaterali tra Italia e Pakistan. In sostanza, governo e polizia pakistane, una volta ricevuto l’ordine di cattura, potrebbero collaborare, dandogli esecuzione, oppure ignorarlo.

Le negoziazioni

Nelle settimane scorse era circolata l’ipotesi che gli investigatori reggiani fossero in procinto di raggiungere il paese asiatico, anche se nel novero delle relazioni internazionali appare una scelta certamente irrituale quella di accettare l’attività investigativa da parte di forze di polizia straniere.

Tuttavia, l’invio dei carabinieri in Pakistan potrebbe essere legittimato da negoziazioni diplomatiche in corso tra Italia e Pakistan, concretizzarsi dopo aver delineato precise regole d’ingaggio in base ad accordi tra le forze dell’ordine dei due paesi coinvolti.

Questo sviluppo dimostrerebbe la volontà del Pakistan di collaborare concretamente per la risoluzione del caso, come riaffermato proprio giovedì a Novellara dal console Chaudhry.

Alessandro Cagossi

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