Il reggiano Giovanni Braglia “bis-dottore”. È il primo a laurearsi con doppio diploma
Il massimo dei voti nella sessione di laurea a distanza col Brasile e in quella al Dipartimento di Ingegneria di Unimore
REGGIO EMILIA. È reggiano il primo laureato con doppio diploma al Dipartimento di Ingegneria Enzo Ferrari di Unimore. A laurearsi con il massimo dei voti in Electronics Engineering (laurea magistrale) è stato il 24enne Giovanni Braglia. E il titolo è stato riconosciuto anche dall’Universitade Tecnològica Federal Paranà UTFPR, in Brasile.
Precisamente Braglia si è laureato con 110/110 lo scorso 20 ottobre in collegamento con l’università brasiliana UTFPR e il 21 ottobre in presenza a Modena.
La tesi, dal titolo “An embedded system for nonintrusive load monitoring using machine learning” (in italiano: Un sistema integrato per il monitoraggio del carico non intrusivo utilizzando l’apprendimento automatico), è volta alla realizzazione di un algoritmo per un dispositivo che sia in grado, da solo, di monitorare il consumo energetico di un sistema (come ad esempio una stanza o una casa) e di riconoscere quali sono i dispositivi che consumano e non solo quanto consumano, affinché l’utente possa sempre essere informato.
Fino ad ora, infatti, il monitoraggio avviene prevalentemente attraverso l’utilizzo di più sensori posti sui dispositivi di cui si vogliono avere informazioni, mentre la tesi propone una soluzione unica onde evitare l’uso di una moltitudine di sensori.
La tesi, iniziata da Giovanni Braglia in Brasile con il professore André Lazzaretti, è stata approfondita e conclusa includendo il monitoraggio dell’algoritmo in laboratorio con la professoressa Laura Giarrè e il professore Giovanni Franceschini di Unimore.
Parte dei risultati ottenuti sono stati pubblicati in un articolo dal titolo “An embedded system for Nilm using machine learning” presentato lo scorso ottobre alla quindicesima conferenza internazionale Brazilian congress on computational intelligence.
«In Brasile – racconta Giovanni Braglia – mi son trovato da subito super accolto, i brasiliani che ho conosciuto hanno sempre avuto la dote di non farmi sentire isolato e sono persone molto allegre e disponibili. Il primo blocco è stato la lingua, ma una volta superato quello è stato tutto più semplice. La situazione pandemica ha cominciato a dilagare poco dopo il mio arrivo e sarei tornato a casa subito».
Invece a Paranà, in Brasile, è rimasto nove mesi. «Sono rimasto grazie alle persone che ho conosciuto e in particolare al professor André Lazzaretti – spiega Braglia – con il quale ho cominciato la mia tesi di laurea. L’università, infatti, chiuse a metà marzo e io partii a fine febbraio 2020. Il professor Lazzaretti ha sempre saputo motivarmi per farmi stare in Brasile, dandomi cose da fare e studiare per l’università, creando periodicamente incontri online per aggiornarci, facendosi sentire per sapere come stavo. Anche dal Dipartimento di Ingegneria Enzo Ferrari di Unimore ho ricevuto molto sostegno – racconta – pur essendo in un continente e a un fuso orario diverso. Grazie allo studio e a una chitarra, portata dal professor André Lazzaretti per non farmi sentire isolato durante la quarantena che durò per mesi, sono riuscito a portare a termine il mio percorso».
«Una volta tornato in Italia – commenta la professoressa Laura Giarrè di Unimore – ha continuato il lavoro iniziato in Brasile, creando dei dataset a partire dalle misure nel Laboratorio di elettronica di potenza e automazione industriale-MElting Lab del professor Franceschini e validando, con nuove metodologie, gli algoritmi di machine learning sviluppati precedentemente. Ha mostrato una grande capacità, interesse e una buona dose di indipendenza nel voler migliorare il lavoro e saldare la collaborazione tra i due atenei».
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