Lorella Franceschini candidata alla presidenza del Cai nazionale
Vuole diventare la prima donna al vertice del Club dopo 48 presidenti maschi Dopo quattro anni da vice, nel 2022 ci proverà: «Lo devo alle migliaia di iscritte»
CORREGGIO. Per la prima volta una donna corre per la presidenza Cai nazionale. Si tratta della correggese Lorella Franceschini.
L’amore per la montagna lo porta dentro da sempre e scalare le vette per passione è il suo pane quotidiano. Ora, dopo quella storica conquistata nel 2017, ha deciso di salire ancora più in alto. Franceschini quattro anni fa è stata eletta vicepresidente del Club alpino italiano (Cai), prima donna a riuscirci in 159 anni di storia dell’organizzazione. A maggio dell’anno prossimo, come rivelato dall’Agenzia Dire, proverà a raggiungere un altro primato: interrompere la serie ininterrotta dei 48 presidenti uomini che si sono alternati alla guida del Cai dalla sua fondazione. Il testimone dal presidente generale uscente Vincenzo Torti (non più rieleggibile dopo un secondo mandato triennale) se lo contende al momento con il suo collega Antonio Montani – un altro dei tre vicepresidenti del Club alpino – che ha deciso anche lui di scendere in lizza.
Nel programma della correggese un approccio anche turistico alla montagna che sia «consapevole, rispettoso e sostenibile», cioè «limitato e non di massa» e non improntato a una «brutta copia del vivere in città».
L’assemblea generale dei delegati del Cai si svolgerà in presenza nell’ultimo fine settimana di maggio 2022 a Bormio, comune in provincia di Sondrio. Parteciperanno dai 600 agli 800 delegati delle 510 sezioni del club, in rappresentanza di più di 300mila soci (nel 2019 prima della pandemia erano 327mila) di tutta Italia, di cui il 40% donne. «Sono sempre stata appassionata della montagna – racconta Franceschini – Fin da bambina la frequentavo con i miei genitori che hanno da sempre una casa sull’Appennino reggiano. Quando sono cresciuta ho iniziato a frequentare le Dolomiti, prima come escursionista e poi come alpinista. Ho iniziato con le ferrate, in seguito mi sono avvicinata all’alpinismo e di conseguenza a una sezione Cai». Inizialmente, confessa, «ho fatto un corso solo per avere l’assicurazione, senza ancora avere ben presente tutto quello che c’era dietro la parola “Cai”. Cominciando a frequentarlo sono diventata istruttrice, prima di sezione, poi regionale e poi nazionale di alpinismo, tenendo e poi dirigendo dei corsi, avendo allievi e frequentando la mia sezione. Così mi sono resa conto di quale immenso patrimonio umano, di tradizione e di valori c’è nel Cai».
Il suo impegno Franceschini lo concilia con la vita lavorativa perché, puntualizza, «come istruttori nazionali (io ho dato un esame specifico per diventarlo) dal punto di vista giuridico legale siamo parificati alle guide alpine, ma non possiamo esercitare la nostra attività a titolo oneroso, ma solo nei confronti dei nostri soci. Quindi possiamo fare i corsi all’interno delle scuole di alpinismo del Cai e a titolo completamente gratuito, salvo il rimborso spese». Come su una montagna Franceschini ha poi puntato alla cima: «Nel corso degli anni mi sono avvicinata sempre di più agli aspetti più prettamente gestionali del Club alpino, occupandomi non solo di escursioni e gite alpinistiche, ma anche di attività organizzativa. Quindi prima sono diventata consigliere centrale per un paio d’anni e poi mi sono candidata alla carica di vicepresidente centrale e mi hanno eletta con un mandato che scadrebbe nel 2022 (sarebbe prorogabile per altre tre anni, ndr)».
Invece Franceschini ha deciso di candidarsi alla presidenza generale: «Una presidente donna sarebbe una novità come lo è stato quella di una vicepresidente. Il Cai è stato fondato nel 1863, ci sono stati 48 presidenti e neanche una donna. Io credo che le donne, per un retaggio di educazione secolare e di pregiudizi duri a morire siano sempre quelle da secondo posto, relegate a un ruolo ancillare, ma io mi sento pronta alla carica di presidente generale e credo che sia anche dovuto, per tutte le donne che sono nel Cai, perlomeno provarci, poi vedremo come va».
Se sarà eletta presidente del Cai, Lorella Franceschini si concentrerà soprattutto sull’aspetto ambientale del vivere la montagna. Inteso però «in senso ampio, cioè non solo come difesa e tutela dell’ambiente, ma anche come una forma di frequentazione consapevole, rispettosa e sostenibile».
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