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CORREGGIO 

Condannato per violenza sessuale viola le restrizioni: arrestato

Miriam Figliuolo
Condannato per violenza sessuale viola le restrizioni: arrestato

Il 23enne è accusato di un episodio accaduto nel luglio 2020 ai danni di un’amica Sorpreso fuori casa pur con l’obbligo di dimora nel Comune e di non uscire la sera

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Miriam Figliuolo

CORREGGIO. Finisce di nuovo in carcere un giovane di 23 anni già condannato in secondo grado a quattro anni per violenza sessuale ai danni di una coetanea, al termine di una serata tra amici.

Un brutale episodio avvenuto nei primi giorni di luglio dell’anno scorso, che aveva destato allarme nell’intera comunità. La giovane vittima, secondo quanto ha raccontato, in un primo momento era rimasta in silenzio, soggiogata dalla paura dovuta alle intimidazioni del suo aggressore. Poi, incoraggiata e sostenuta da un amico, aveva denunciato e fatto arrestare l’allora 22enne.

Per il giovane, che ora ha appunto 23 anni, in questi ultimi giorni sono scattate nuovamente le manette a causa della violazione della misura cautelare di cui stava beneficiando. Al giovane era stato imposto l’obbligo di dimora nel Comune di Correggio, con l’ulteriore obbligo di non uscire la notte. Ma la notte del 18 ottobre scorso è uscito di casa ed è stato sorpreso dai carabinieri di Correggio, che hanno segnalato la violazione alla Procura generale presso la Corte d’Appello. Così per il 23enne si sono aperte di nuovo le porte del carcere. Un inasprimento del provvedimento a suo carico disposto dalla quarta sezione della Corte d’Appello di Bologna ed eseguito dai carabinieri di Correggio.

Non è questa la prima violazione di cui il giovane si rende responsabile. Già un mese dopo il primo arresto, avvenuto il 3 agosto 2020, beneficiando in quel caso della misura alternativa degli arresti domiciliari, era evaso per uscire con la fidanzata. Erano i primi giorni di settembre 2020, e anche in quel caso la violazione lo fece tornare in carcere. In quella occasione a nulla valse il racconto che avesse avuto bisogno di andare dalla Guardia medica. Dove in effetti si recò, ma solo due ore e mezzo dopo che i carabinieri lo stavano cercando.

“Recidive” che di certo non aiutano il 23enne, il quale, a partire dall’interrogatorio di garanzia il 7 agosto di un anno fa, aveva negato ogni addebito, raccontando anzi che fu la ragazza a fargli delle avances. In quell’occasione l’avvocato difensore Claudio Bassi del foro reggiano aveva anche depositato una mappa che descriveva l’itinerario di quella sera. «Troppe incongruenze – aveva dichiarato il legale –. Vi sono molte cose da chiarire. E stiamo parlando di un giovane che veniva visto non di buon occhio dagli amici della ragazza, il che può aver pesato».

Per gli investigatori invece ci sono pochi dubbi: quella sera il ragazzo, mentre accompagnava a casa la 20enne, l’avrebbe presa per il collo per costringerla a un rapporto sessuale, spingendola contro un muro per riuscire a toccarla nelle parti intime, cercando di baciarla. Arrivando persino a denudarsi – in un tratto pedonale al buio – per cercare di avere un rapporto sessuale. Violenze alle quali la 20enne era riuscita ad opporsi.

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