Gazzetta di Reggio

Reggio

sicurezza 

Rave party abusivo, allarme a Gavassa La polizia circonda l’area, 170 identificati

Leonardo Grilli
Rave party abusivo, allarme a Gavassa La polizia circonda l’area, 170 identificati

Si erano dati appuntamento con il passaparola, decisiva la mediazione della Digos. Il questore: «Saranno denunciati»

4 MINUTI DI LETTURA





Leonardo Grilli

reggio emilia. Si sono ritrovati circa in duecento in un parcheggio di Gavassa, riuniti e ammassati a ballare sotto un grande impianto di amplificazione installato in tutta fretta.

Un rave party abusivo, quello andato in scena nella notte fra sabato e ieri, che avrebbe potuto raggruppare ben più persone e avere un esito ben diverso se non fosse stato per l’intervento e la mediazione delle forze dell’ordine reggiane. Che, allertate da un residente, hanno circondato la zona per impedire l’accesso all’area ai giovani che continuavano ad arrivare, chi a piedi e chi in auto.

Quindi hanno preso contatti con gli organizzatori dell’evento, evitando che la situazione potesse sfociare in episodi di violenza e facendo in modo che, verso l’alba, fosse praticamente tutto finito. Teatro del rave un ampio parcheggio nelle campagne della frazione di Gavassa, non molto distante dall’autostrada. Un’area in via Emore Trivelli abbastanza isolata e seminascosta da alberi, siepi e recinzioni.

La telefonata di allerta al 113 è arrivata attorno alla mezzanotte e sul posto sono state subito inviate le pattuglie già impegnate nel controllo del territorio: le Volanti, i carabinieri e la polizia locale per un totale di una quarantina fra uomini e donne. Con loro tre funzionari della questura: Lucio Di Cicco, vicequestore e dirigente della Digos, Federica De Simone, commissario capo e dirigente delle Volanti, e il commissario capo Angela Sangeniti hanno coordinato il presidio nel corso della nottata, rimanendo in via Trivelli fino al mattino. Le vie di accesso al parcheggio e tutta la zona sono state circondate, con capillarità ma con discrezione per impedire che la situazione degenerasse. Mentre agenti e militari fermavano gli altri ragazzi che si avvicinavano al rave, facendoli tornare indietro e prendendo le loro generalità, Di Cicco e alcuni uomini della Digos si sono avvicinati al palchetto del “concerto” vero e proprio, accertando la presenza di circa 200 ragazzi e ragazze intenti a ballare sotto a casse e bassi.

Tutti tra i 18 e i 25 anni e provenienti da diverse città dell’Emilia-Romagna e del centro-nord Italia, si erano dati appuntamento a Gavassa tramite passaparola in chat o di persona, ognuno avvisando amici di amici fino a raggiungere un numero considerevole di invitati.

Grazie alla mediazione della Digos e dei funzionari, e dopo qualche ora di balli attentamente vigilati da polizia e carabinieri, alle prime ore del mattino la musica è stata infine interrotta e i duecento ragazzi si sono allontanati, venendo di volta in volta fermati e controllati: 170 in totale le persone identificate mentre consolle, casse acustiche e generatore elettrico sono stati sequestrati. A breve i presenti saranno denunciati per il reato di invasione di terreni e gli organizzatori anche per apertura abusiva di luoghi di pubblico spettacolo o intrattenimento. Un’operazione che ha ottenuto anche il plauso del questore di Reggio Emilia, Giuseppe Ferrari, che ha espresso la propria soddisfazione per la «tempestiva azione della polizia di Stato che, con il supporto dell’Arma dei carabinieri e della polizia locale, ha interrotto il rave party in corso nella zona di Gavassa».

L’intervento, «guidato sul posto con professionalità ed equilibrio dai funzionari della questura reggiana e compiuto senza che si verificassero turbative – prosegue Ferrari – ha consentito l’identificazione di quasi 200 persone, che saranno deferite all’autorità giudiziaria, e il loro allontanamento dal luogo dove era in atto l’iniziativa abusiva evitando che, con il proseguimento della stessa, potessero verificarsi illegalità e disordini soprattutto in un momento come questo, caratterizzato dalla grave emergenza pandemica». L’efficacia della risposta data sabato notte, precisa il questore, «è certamente dovuta anche all’intensificazione delle misure di allertamento e alla pianificazione, in stretta collaborazione tra tutte le forze di polizia e le polizie locali, dei servizi di osservazione e vigilanza predisposti dalla scorsa estate».

Risale infatti al 23 agosto di quest’anno il tavolo tecnico convocato in Questura nel corso del quale sono stati decisi dei controlli quotidiani in tutto il territorio provinciale proprio per impedire feste e rave abusivi.

Protocolli teorici che sabato notte hanno avuto la prima applicazione pratica: il dispositivo e l’organizzazione predisposta a monte dell’evento hanno così consentito di gestire con esito positivo il raduno della notte di sabato, convogliando sulla località interessata al rave un significato quantitativo di personale della Questura, dei carabinieri e della polizia locale, coordinati dai funzionari presenti sul posto.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google