Gazzetta di Reggio

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BENEVENTO 

Sgridato per il rientro in ritardo Ragazzo va in camera e si spara

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BENEVENTO. Una serata con gli amici finita tardi, troppo tardi. Il rientro a casa all’alba, e i genitori rimasti alzati preoccupati per il ritardo non annunciato e, probabilmente non autorizzato.

Poi la lite dai toni molto accesi, soprattutto con il papà che non gli ha risparmiato pesanti parole. Parole che, rimuginate negli istanti successivi, hanno “armato” l’arma di un ragazzo di soli 19 anni, compiuti lo scorso 4 ottobre, che ha preso in mano la pistola del padre e l’ha rivolta contro di sè. Ora quel ragazzo, di San Salvatore Telesino, in provincia di Benevento, è ricoverato in gravi condizioni all'ospedale Ospedale del Mare di Napoli.

Una vicenda che ha profondamente scosso il piccolo paese campano, dove tutti conoscono tutti, e in cui il padre del ragazzo è molto noto per via della sua attività di imprenditore. L’uomo ora è disperato, così come alla moglie, entrambi al capezzale del figlio e non sanno darsi pace per quanto accaduto.

Sul posto subito dopo il tragico gesto sono arrivati i carabinieri i carabinieri della Compagnia di Cerreto Sannita che hanno sequestrato l'arma ed hanno effettuato i primi rilievi per ricostruire quanto accaduto. Ma tutto appare tragicamente molto chiaro.

I militari hanno ascoltato il racconto dei genitori che hanno confermato quanto accaduto. Il giovane era uscito insieme agli amici, per recarsi a pochi chilometri dal comune di residenza a Telese Terme. Poi al rientro la lite, quello sparo udito in camera, la corsa del 118 e il trasferimento all’ospedale beneventano prima e quello di Napoli, dopo. Dove è iniziata la lunga attesa nella speranza che la fibra del giovane tenga e possa riprendersi.

A nome dei compaesani le parole del sindaco Fabio Romano: «È una vera tragedia. La mia comunità e quella di Telese si stringono intorno al dolore dei familiari, persone per bene e stimate. Non ci sono parole. È veramente difficile oggi fare il mestiere dei genitori».

Considerazione quanto mai attuale di fronte a un gesto che può essere legato alal fragilità emotiva semrpe più diffusa tra i giovani e probabilmente accentuata dal periodo di lockdown.



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